2 Agosto 1980-2017, strage di Bologna: oggi l’autobus 37 tornerà in stazione

Oggi è il 37° anniversario della strage di Bologna (1980-2017). Tra la rabbia dei parenti delle vittime per lo stop dell'inchiesta sui mandanti, l'autobus 37 tornerà in stazione.

Oggi ricorre il 37° anniversario della strage di Bologna (1980-2017). Tra la rabbia dei parenti delle vittime dopo lo stop all’inchiesta sui mandanti, l’autobus 37 che si trasformò in ambulanza per trasportare i feriti (85 vittime, 200 feriti) negli ospedali, tornerà in stazione. Lo annunciano il Comune e l’azienda dei trasporti; fino ad oggi il mezzo giaceva quasi dimenticato in un deposito.

L’amministrazione comunale, scrive:

“In quel terribile 2 agosto del 1980, il bus matricola 4030 della linea 37 diventò il simbolo di una città che reagì, spontaneamente e senza nemmeno attendere un attimo, ad una tragedia immane; ancora oggi è rimasto nell’immaginario collettivo della città, insieme al boato e alla nuvola di fumo, come l’emblema della Strage di Bologna. Nell’imminenza della strage, per poter permettere l’accesso più agevole delle barelle, furono rimossi sul posto i montanti corrimano presenti in corrispondenza delle porte, poi ripristinati, in quanto il bus continuò ad essere utilizzato in servizio di linea ancora per lunghi anni.”

Ai vetri del 37 furono fissati dei lenzuoli bianchi per non mostrare ciò che poi è stato trasportato: l’autobus divenne a tutti gli effetti il primo carro funebre delle vittime dell’atto terroristico più grave della storia d’Italia.

In seguito fu portato:

“nel capannone storico di via Bigari, al riparo da agenti atmosferici e da pericoli di danneggiamenti, insieme ad altri rotabili che hanno percorso l’epopea del trasporto pubblico bolognese. La sede, purtroppo, da diversi anni, non è agibile al pubblico, anche se non manca certamente la volontà di far tornare a nuova vita una collezione storica di mezzi pubblici tra le più importanti e affascinanti d’Italia. Questo sarà un tema di lavoro dei prossimi mesi per Tper e per le Istituzioni locali, alla ricerca di una soluzione che possa rendere nuovamente fruibili ai visitatori questi tesori del passato”.

Commenti

commenti