Salvare ed accogliere i migranti è un dovere civico e morale

Voglio ripartire dall’ovvio: i migranti sono persone e ciò che conta, nel dubbio, è sempre salvare vite umane. Ogni giorno che passa di questa afosa estate insieme alle migliaia di ettari di boschi del nostro bel Paese, sembrano andare in fumo anche i più banali principi di umanità e civiltà che ne costituiscono le fondamenta.

Affermazioni demagogiche, populiste, ritualità su sicurezza svincolabile da ogni considerazione valoriale, scontri tra comizianti rischiano di distogliere le coscienze più attente dal cuore della questione: la vita di migranti e rifugiati, donne, uomini e bambini come noi. Migranti come lo siamo stati e continuiamo ad essere noi. Credo coi fatti e con le parole giuste occorra andare controcorrente.

Vi voglio parlare dei ragazzi soli, 12mila in sette mesi, i minori non accompagnati vengono da Gambia, Egitto ed Albania. Siamo abituati a vederli sbarcare dalle navi esausti e stanchi, spesso con lo sguardo assente e triste. Il fenomeno dei migranti non accompagnati sta in questi ultimi anni assumendo dimensioni così importanti da essere necessaria la definizione di regole, competenze e finalità dell’approccio pubblico.

L’accoglienza per lo più in Sicilia (6.289), Calabria (1478), Campania (824) ed Emilia (1103). Quasi inesistente il rimpatrio volontario e la relocation in Europa, solo due minori dal 18 maggio 2017 hanno varcato le nostre frontiere verso altri Paesi… Altrettanto difficili i ricongiungimenti familiari per le diverse falle del sistema nella pratica, e questo spesso causa la scomparsa dei minori nei luoghi di frontiera, con conseguente esposizione ad elevati rischi (sfruttamento lavorativo e sessuale, coinvolgimento in attività illegali…).

Lasciar morire persone innocenti in mare, nel deserto, o in un carcere libico non risolve i nostri problemi. Lo so, è ovvio, i migranti sono persone e il destino dell’umanità è anche affare nostro, ci appartiene. E’ un dovere civico e morale salvarli ed accoglierli.

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