Split, nelle sale il 26. Intevista al regista Shyamalan

Il regista nonché sceneggiatore M. Night Shyamalan, alla conferenza stampa, oggi a Milano, ha raccontato la genesi del nuovo thriller Split, da giovedì 26 gennaio al cinema e distribuito da Universal. James McAvoy è Kevin, un uomo che ha mostrato ben 23 personalità alla sua psichiatra di fiducia, ma ne rimane ancora una nascosta, in attesa di materializzarsi e dominare tutte le altre.

Durante la conferenza stampa, il regista analizza la nascita del film, che risale almeno a 16 anni fa: “Facevo la corte a quella che sarebbe diventata mia moglie durante l’università e lei faceva psicologia. Ho cominciato anch’io a frequentare le sue lezioni e mi sono innamorato dell’argomento a tal punto da svilupparne un’ossessione. Il personaggio di Split è stato scritto 15 o 16 anni fa, la gestazione del film è stata lunga. Credo che nessun film sia mai stato scritto sul disturbo dissociativo di identità che è straordinario, tragico e incredibile. Una personalità puo’ essere afflitta da diabete e l’altra no, dunque una può aver bisogno di insulina e l’altra no. Sono cose scientificamente possibili che mi affascinano”.

A ispirare il regista è stata anche la storia del criminale Billy Milligan: “Aveva 24 personalità. Era un genio ma le sue identità gli hanno fatto fare cose al di là della capacità umana. Una storia molto potente e fonte di grande ispirazione” e fra i film “uno francese, Cache’, che mi ha dato indizi su come creare la tensione drammatica. Anche “La grande bellezza” è incredibile per lo stilo del montaggio. Tutti parlano del mio cinema come a effetto ma non è così. Nel caso di Casey (il principale ruolo femminile ndr) il suo personaggio riesce a ottenere una serie di informazioni e a rivelarle: alla fine vi fornisco l’ultima informazione che lei ancora non sa e che contestualizza la storia”.

Per James McAvoy “questo film ha rappresentato un’enorme sfida, mi ha visto impegnato come mai nella mia carriera. Non ci sono spargimenti di sangue, ma il film fa una paura terribile grazie alla sensibilità che Night mette della scrittura e all’orrore che noi tutti proviamo per gli abusi infantili”.

In merito al rapporto con la tv, Shyamalan ha ricordato che “è stata un’esperienza divertente lavorare in tv, che mi ha aiutato a crescere. Negli Stati Uniti tutti dicono che le migliori storie drammatiche si sono trasferite in televisione e non al cinema. Dunque un regista drammatico come me è attratto da questa opportunità ma intendo continuare a fare film. Preferisco poter controllare il progetto dall’inizio alla fine”

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