Afragola-Marito della Consigliera Acri, referente della ‘ndrangheta

‘Ndrangheta ad Afragola-In manette il marito di un consigliere: Gestiva centri immigrati

Sono 169 gli arresti messi a segno dalla Dda di Catanzaro nell’Ambito dell’Operazione Stinge e oltre 50 i milioni sequestrati alla cosca Farao-Marincola.

Politici, imprenditori, colletti bianchi, tutti affiliati alla cosca Farao-Marincola della provincia di Crotone che dal Sud Italia, secondo gli inquirenti, avrebbe delocalizzato i propri centri di interesse nel Nord Italia e all’Estero per ripulire gli ingenti flussi di denaro provenienti da attività illecite.

Calabria, Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia, Campania, Germania: Queste le zone in cui la cosca avrebbe investito i propri capitali attraverso una fitta rete di imprenditori collusi.

Tra gli arrestati, spicca il nome di Aniello Esposito, imprenditore napoletano residente in provincia di Avellino, domiciliato a Cardito  e marito di Cristina Acri, Consigliere Comunale di opposizione ad Afragola. L’Esposito è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e concorso in peculato per la gestione e amministrazione di un centro di accoglienza per migranti minorenni non accompagnati.
Stando a quanto emerso dalle indagini, l’imprenditore avrebbe gestito per conto della cosca  ben 3 centri di accoglienza per migranti, uno  Cirò Marina, uno a Dugenta in provincia di Avellino ed uno  ad Afragola.

Sul centro di accoglienza di Afragola, in particolare, l’Esposito durante una conversazione con Giuseppe Spagnolo, detto Peppe u banditu, intercettata dagli inquirenti, si sarebbe mostrato  particolarmente euforico.

Ieri mi hanno aggiudicato una gara di 100 immigrati. Cento persone. Per altri 2 anni. è un lavoro di 2milioni di euro. Ho preso un immobile, un palazzo ad Afragola di 7 appartamenti e sedici di personale. E noi ad Afragola non abbiamo alberghi.

Nel luglio 2016, l’imprenditore Esposito, venne aggredito ad Afragola e ferito ad una gamba. In quell’occasione, Il Consigliere Cristina Acri –consorte dell’Esposito– smentì  qualsiasi legame  con le attività imprenditoriali del marito e asserì che il ferimento fu conseguenza di un tentativo di rapina fallito.

Il Gip di Catanzaro, Giulio De Gregorio, scrive dell’Esposito:

Il concorso esterno di Aniello Esposito rispetto alla cosca cirotana si apprezza nella gestione del centro di accoglienza che l’imprenditore campano accetta in società, di fatto, con Carmine Siena. L’Esposito doveva dar conto alla cosca della gestione e delle possibili modifiche della società immobiliare Toni sas, formalmente titolare della struttura ricettiva. Ha offerto un contributo determinante alla cosca tra il 2014 e il 2015.

Stinge, l’inchiesta della Dda di Catanzaro, porta alla luce una fitta rete di affari del clan e prova che la forza delle cosche calabresi deriva dalla capacità di infiltrarsi nelle istituzioni e nell’imprenditoria.

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