Camorra. Così i clan si spartiscono la gestione del racket

Napoli. Il patto tra i clan per spartirsi le estorsioni

Da sempre, le estorsioni, rappresentano una delle principali fonti di guadagno dei clan partenopei. L’estorsione, così come intesa dai camorristi forgiati nel secolo scorso però, non è soltanto una fonte di guadagno economico ma rappresenta uno strumento attraverso il quale si controlla il territorio. Nella Maddalena, uno dei più grandi mercati di Napoli ove il confine tra legalità ed illegalità è labile da sempre, per la gestione del business del racket,  si sono generate molte guerre tra compagini criminali rivali. L’ultima, in ordine di tempo quella  tra i Mazzarella e i Sibillo. Uno scontro feroce che portò all’uscita di scena dei Mazzarella. Tuttavia, la gestione sibilliana del mercato, è stata effimera. I Mazzarella, rimasti alla finestra in attesa del momento propizio, sono tornati in scena a seguito degli arresti e dei pentimenti che si sono susseguiti negli anni e che hanno, inevitabilmente, indebolito la struttura criminale dei Sibillo.
Stando alle ultime informazioni raccolte dagli inquirenti, la situazione al momento ha raggiunto un equilibrio precario grazie ad un accordo tra i due gruppi criminali in forza del quale, vi sarebbe una cogestione  del business del racket.  Un equilibrio minacciato dalla ricomparsa della famiglia Ferraiolo, storica organizzazione criminale partenopea, e che rischia di rompersi da un momento all’altro.

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