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Casoria. 76 famiglie rischiano di essere sgomberate da casa

Casoria: 76 famiglie rischiano di rimanere senza un tetto.

Torna a far parlare di sé il complesso di edilizia popolare costruito nel 1980 nella periferia di Casoria a seguito del sisma dell’Irpina, per ospitare i reduci del terremoto e le giovani coppie.

Il parco Buontempo di Arpino prende il nome dall’imprenditore che si occupò della sua realizzazione, Eugenio Buontempo ed è proprio a causa di quest’ultimo e della negligenza dell’Amministrazione dell’epoca che le 76 famiglie che abitano il parco, rischiano di rimanere senza dimora.

Al tempo infatti, per la realizzazione del complesso di edilizia popolare, il Comune di Casoria tirò fuori circa 5 miliardi di vecchie lire ma non  fu prodotto  nessun atto di perfezionamento della compravendita. Nel frattempo, l’imprenditore ha accumulato diversi debiti col Banco di Napoli il quale potrebbe automaticamente diventare proprietario unico del complesso.
In questi anni però, le 76 famiglie assegnatarie, hanno regolarmente versato i canoni di locazione in favore del Comune di Casoria.

La vita degli abitanti del parco Buontempo potrebbe presto prendere un bivio: o acquistano le case o vanno via.

È facile per le Istituzioni metterci di fronte a questa scelta -ha dichiarato Vincenzo Musella a cui fu consegnato l’alloggio nel febbraio del 1988- Ma noi vogliamo chiarezza i nostri soldi da 30 anni a questa parte a chi sono andati? Molte famiglie non possono permettersi investimenti cospicui e poi le case spettano a noi non dovrebbe neanche presentarsi la necessità di acquistarle. Premesso che noi non andremo mai via da qui se il processo in corso stabilità che le abitazioni passeranno definitivamente alle banche noi che fine faremo? Sta al Comune in questa circostanza assicurarci un’altra sistemazione, a sue spese.