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Classifica della web reputation dei politici, Conte primo seguito da Salvini e Meloni

Secondo l’Osservatorio Politico di Reputation Science, la classifica sulla web reputation dei politici dei principali partiti italiani negli ultimi 12 mesi vede al primo posto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (480.26). Nell’ultimo anno, il sentiment associato a Conte rimane positivo per il 41%, uno dei valori più alti della classifica, e negativo solo per il 29%.

Al secondo posto, ma su percentuali diverse,  Matteo Salvini (95.51). Le conversazioni associate alla sua figura sono infatti negative per il 40% e positive per il 39%. Nonostante l’alta polarizzazione intorno alla sua presenza web, Salvini è al secondo posto della classifica.

Al terzo posto Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia, unica donna a guidare uno dei principali partiti italiani è la politica che gode della più alta percentuale di sentiment positivo (46%) con il punteggio di 70.59.

Al quarto posto della classifica Luigi Di Maio (58.67). Nell’ultimo anno, gli attacchi degli oppositori politici e degli attivisti che imputano a lui il calo del M5S, minano il sentiment associato alla sua figura (negativo per oltre il 44%).

La quinta posizione per Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia ottiene infatti 52.77 punti e, nonostante la sua «fuga a Nizza per scappare dal coronavirus» come scrive qualche utente, risulta il secondo leader politico per sentiment positivo (45%, dietro solo a Giorgia Meloni).

In sesta posizione Nicola Zingaretti (45.95), segretario del Partito Democratico. Negli ultimi 12 mesi, il leader del PD ha incassato il buon risultato delle elezioni europee e ha portato il proprio partito al Governo: un cambio di passo che ha diviso l’opinione del web in due, tra chi l’ha considerato un passo necessario e chi ha criticato aspramente questa decisione.

In settima posizione Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva è l’unico politico in graduatoria con una web reputation negativa (-17.82). Nell’ultimo mese, Renzi e Italia Viva incassano la vittoria sulla regolarizzazione dei braccianti agricoli, ma il senatore fiorentino salta agli onori della cronaca anche per l’infelice frase sui defunti di Bergamo.