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Salvini risponde a Conte: “Disposto ad andare avanti, ma…”

Con la conferenza stampa di ieri, Giuseppe Conte ha voluto sondare le reali intenzione delle due forze politiche di maggioranza dopo gli ultimi scontri tra Salvini e Di Maio.

Visto il dato delle elezioni europee in molti pensano che Salvini voglia staccare la spina, eppure proprio stamattina il Ministro dell’Interno fa presente di voler continuare l’esperienza governativa:

“Io sono pronto sul taglio delle tasse, sulla prosecuzione dell’azzeramento della Legge Fornero, sulla riforma della giustizia. Diciamo che forse non tutti si aspettavano il risultato clamoroso della Lega di settimana scorsa, ma in democrazia funziona così. Io tengo i piedi ben piantati per terra, non chiedo mezza poltrona in più, non voglio cambiare nulla, chiedo solo al Governo di accelerare. Se il Presidente del Consiglio mi voleva chiedere se sono disposto ad andare avanti, la risposta è sì”

Un sì però condizionato da diverse condizioni (leggasi “bocconi amari da ingoiare per i 5 stelle”):

“Basta che ci siano tanti altri sì, sull’autonomia, sulla flat tax, sulle grandi opere, che non sono solo la Tav, è l’alta velocità al Sud, le ferrovie in Sicilia e Sardegna, i nuovi porti e aeroporti, spero che questo sì coinvolga tutti”.

Poi commenta come ha vissuto l’ultimo periodo:

“Nelle ultime settimane io, come penso tutti gli italiani ho avuto l’impressione che si rimandasse: vediamo, sull’autonomia ne riparliamo, il taglio delle tasse puo’ aspettare, il codice degli appalti lo rivediamo ma con calma. Intanto siamo fermi”.

A breve si capiranno le reali intenzioni. Molto verosimilmente sarà funzionale al chiarimento il prossimo consiglio dei ministri.Il vicepresidente del Consiglio si è detto:

“pronto a fare il Consiglio dei Ministri quando si vuole, i decreti sono pronti e così le idee, basta che si riparta col fare. Io il vertice lo faccio oggi, domani, dopodomani, ma le cose da fare sono sul tavolo, il decreto Sbloccacantieri, le opere grandi, piccole e medie, sono lì da vedere”.

Poi partendo dal contesto europeo, lancia il suo ultimatum:

 “L’Italia, se messa in parità di competere con gli altri Governi europei, puo’ essere la prima in Europa, sedersi educatamente al tavolo europeo ricontrattando i vincoli dell’Europa. Conto che, assorbiti i voti di questa campagna elettorale, tutti partano determinati e compatti, la mia volontà c’è.  Se dovessi accorgermi che tra 15 giorni ci ritroviamo a dirci le stesse cose, con gli stessi problemi, gli stessi ritardi, gli stessi rinvii, allora sarebbe un problema”

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