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DL Sicurezza, Salvini – Ispezioni straordinarie per i sindaci contrari

Decreto Sicurezza – Salvini si scaglia contro i sindaci che non vogliono attuare il decreto e vuole attuare ispezioni straordinarie.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, risponde ai sindaci di mezza Italia che si sono ribellati al suo decreto con ispezioni straordinarie per verificare che venga rispettato il divieto di iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo.

Arriva ad accusare di “tradimento” i primi cittadini che non rispetteranno la norma del decreto sicurezza e rimarca che per lui le agevolazioni per gli stranieri danneggiano gli italiani. Spiazzato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che a metà pomeriggio manifesta disponibilità a incontrare l’Anci, emana una nota per ricordare che un anno fa era stata proprio l’Anci a sollecitare

“un intervento di semplificazione”.

In realtà era in carica il ministro Marco Minniti e quel suggerimento non fu accolto proprio perché la norma fu ritenuta discriminatoria.

Per comprendere il livello di tensione interno al governo basta ricostruire che cosa è accaduto ieri. Salvini risponde a Luigi de Magistris che annuncia di voler far attraccare a Napoli la nave Sea Watch e scandisce:

“I porti sono chiusi”.

Poco più tardi afferma:

“anche per i sindaci la pacchia è finita”.

Ma circa tre ore dopo, Conte diramerà un comunicato per manifestare disponibilità a un incontro con l’Anci così come chiesto dal presidente Antonio Decaro. Dal Viminale viene diramata una nota per ricordare che:

“l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo è un problema, soprattutto per i piccoli comuni i cui uffici rischiano di essere sovraccaricati”

e sottolineano come

“un intervento di semplificazione era già stato sollecitato dall’Anci, nel febbraio 2017, quando Decaro era già presidente”.

Lo stesso Decaro poi chiarisce che in realtà una norma inserita nel decreto Minniti:

“ha permesso facilitazioni attraverso la possibilità espressa di iscrivere i richiedenti asilo, ove non già iscritti individualmente all’anagrafe, nelle liste di convivenza”.

La precisazione riguarda gli aspetti tecnici, ma rimane il nodo politico. Su twitter, Salvini decide di scagliarsi contro i sindaci “traditori”, prendendo le distanze anche dalla scelta dialogante di Conte.