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Inchiesta Consip, Woodcock nel mirino del CSM. Renzi:”Chi ha violato la legge deve pagare”

Roma. La Procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta Consip,  ha aperto un’inchiesta sull’indagine di Napoli, oltre ad un’indagine disciplinare, annunciata dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione, a carico del Pm Henry John Woodcock.

Il caso Consip agita la politica e la magistratura. Sull’inchiesta, oltre all’interessamento da parte degli ispettori del Ministero della Giustizia, ed oltre all’apertura di un’inchiesta sull’indagine di Napoli, è stata aperta un’indagine disciplinare a carico del Pm Woodcock, annunciata dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione. Il Csm segue la vicenda, comprese la fuga di notizie che, dal vertice, è stata definita una “vicenda gravissima”.

Sul piano politico, il clima è infuocato. Matteo Renzi, dopo aver annunciato che il Pd non farà una battaglia per mettere “un bavaglio” per cambiare la legge sulle intercettazioni, dice:

“Il Pd chiede che tutti rispettino una legge che già c’è, vale per chiunque: inquirenti giornalisti e politici”.

Inoltre, l’ex Premier non perde occasione per scagliarsi controIl Fatto Quotidiano” dicendo:

“Adesso che si è consumato questo magnifico show mediatico, diversivo per vendere qualche copia in più di un libro, confermo la mia posizione degli ultimi quattro mesi. Non permetteremo che su questa indagine cali il sipario. Andremo fino in fondo. Vogliamo la verità. Il dibattito sulle intercettazioni è il dito, noi non perdiamo di vista la luna: chi ha violato la legge deve pagare”.

La rabbia di Matteo Renzi traspare da ogni sua dichiarazione:

“Noi non abbiamo fabbricato prove false, noi. Noi non abbiamo pubblicato arbitrariamente atti di procedimenti penali, noi. Noi non abbiamo inventato ad arte un coinvolgimento dei servizi segreti, noi”.

E, mentre la super renziana Alessia Morani si scaglia contro il Pm Woodcock, Pierluigi Bersani sulla vicenda Consip dice:

“Sul caso Consip c’è sicuramente qualcuno che ha raccontato una balla. Non solo non credo che ci sia stato accanimento giudiziario, ma anzi si deve andare a fondo. […] La vicenda Consip ci racconta anche un groviglio familiare e di amici provenienti tutti dallo stesso posto ed arrivati al centro del potere”.

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