Indiana Pacers 2018/2019: ‘Dipo, gli altri ed un camion di dollari

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 *L’inizio e la fine di ogni discussione sugli Indiana Pacers: V.O. Impossibile razionalizzare cosa abbia determinato la trasformazione di Victor Oladipo da giocatore buono a star Nba. Cosa abbia determinato l’esplosione di un cestista talentuoso ma non particolarmente efficiente o determinante in una vera e propria forza della natura. Una forza tale da spingere King James ed i Cleveland Cavaliers sull’orlo dell’eliminazione al primo turno degli scorsi play-offs.

Dunque, a cosa attribuire l’impressionante crescita di Oladipo? Probabilmente ad una serie di fattori variamente mescolati tra di loro. Gli anni di approccio alla lega trascorsi nella confusione dell’era Hennigan ad Orlando, tra Jacque Vaughn e Scott Skiles. Quindi confusione e delusione ma anche crescita caratteriale nelle difficoltà fronteggiate. Poi, il fugace passaggio in Oklahoma: più o meno lo stesso giocatore visto in Florida ma, si è appreso poi, c’era dell’altro. Ciò che non si vedeva. Un anno di allenamenti al fianco di Russell Westbrook. Un anno ad osservare l’ossessiva quotidiana routine di un super atleta come Westbrook. L’etica del lavoro di chi in campo vuole vivere da superuomo. Infine, la cessione ai Pacers ed il ritorno nello stato dell’Indiana. La terra degli Hoosiers. La casa collegiale di Oladipo per tre anni, dal 2010 al 2013. Una casa tutt’ora frequentata con assidua partecipazione come le continue capatine al campus in compagnia di Cody Zeller dimostrano. In più, l’immancabile cliché Nba sul radicale cambio di alimentazione. La dieta. Pare non se ne possa fare a meno. Pare, ora.

  L’espressione giusta è ‘comfort zone’ Evidentemente Indianapolis è dove Victor Oladipo si sente a casa. Il luogo dove esprimere al meglio il proprio talento, al di là di pressioni e condizionamenti. Il luogo dove sentirsi a proprio agio e costruire la propria ‘legacy’. Da star Nba.

**Poi ci sono pure gli altri. A partire da Myles Turner, atteso ad un quarto anno ad alto impatto in grado di garantirgli una ricca estensione contrattuale con i Pacers. Thad Young, in scadenza di contratto a fine stagione, una delle chiavi difensive di coach McMillan. Il croato Bojan Bogdanovic, che pare aver trovato pure lui la sua ‘comfort zone’ tanto da garantire ai Pacers più di 14 punti di media con un lusinghiero 60,5 di true shooting percentage. Meglio di lui Darren Collison col 61 di TS%. Dalla panca, il canadese Cory Joseph e Sabonis figlio. In bella crescita.

Dalla free-agency estiva sono arrivati tre giocatori che dovrebbero aggiungere profondità e fire power alla panchina dei Pacers. In modo da evitare i frequenti colassi di rendimento registrati la scorsa annata ogni qual volta Oladipo si accomodava in panca per qualche minuto di riposo. L’addizione principale è stata sicuramente quella di Tyreke Evans, firmato ad un annuale da 12.4 milioni di dollari$. La combo guard ex Memphis porterà punti, playmaking e fisicità alla second unit di Indiana. A spaziare il campo, invece, Doug McDermott firmato ad un triennale da 22 milioni$ complessivi. Infine, a dare sostanza alla rotazione lunghi è stato firmato Kyle O’Quinn. Una presa generalmente sottostimata mentre con il suo annuale da 4.5 milioni$ O’Quinn porterà in dote rimbalzi, stoppate ed una notevole, per la posizione, visione di gioco. In particolare dal gomito. Difficile chiedere di più, a quel prezzo.

Depth chart: Collison, Oladipo, Bogdanovic, Young, Turner; off bench: Joseph, Evans, McDermott, Sabonis, O’Quinn; + Leaf (secondo anno) e Holiday (rookie).

***Un camion pieno di dollari. In scadenza di contratto al temine della stagione 2018/2019: Young, Evans, Bogdanovic, Collison, Joseph e O’Quinn. Conseguenza: Projected 2019-2020 Cap Space ($109 million cap):Up to $61.4 million. Quindi, posta l’inamovibilità di Oladipo, sotto contratto sino all’estate del 2021 a 21 milioni$ l’anno e il fresco di firma contratto di McDermott a 7.3 milioni$ l’anno, gli Indiana Pacers avranno una pressoché totale libertà di movimento sul prossimo mercato dei free-agents. Con più di 60 milioni di dollari di spesa potenziale. Certo, una parte sarà utilizzata per il prossimo contratto di Turner ma nondimeno i Pacers dovrebbero essere in grado di piazzare almeno un grande colpo di mercato nell’estate del 2019. Molto del futuro appeal di Indiana si giocherà comunque sulla capacità di confermarsi e migliorarsi nell’annata che sta per iniziare. Per diventare davvero ambita meta di approdo nella prossima free-agency. Le premesse ci sono. La firma sulla parte buona del referto dovrebbe portare, di nuovo, queste iniziali: V.O. 

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