Koulibaly sale sulle spalle di chi non c’è e arriva in Paradiso

Juventus Napoli 0 – 1

Ve lo dico prima: la penna di Maurizio De Giovanni o di Camilleri o di Gianni Mura io non ce l’ho. E mi dispiace tantissimo. Se soltanto per dieci minuti riuscissi a farmela prestare, proverei a spiegare che cosa sono le lacrime di gioia per Juventus Napoli 0 a 1. Mia moglie mi ha fatto una sorpresa e ci siamo ritrovati in dieci da “Napoli nel cuore”, gli stessi di Napoli Chievo 2 a 1.

Giuro che non conosco i proprietari e non me ne frega niente dello sconto (https://www.facebook.com/NAPOLINELCUOREAVERSASUD/). Ma una ristopizzeria a tema, dedicata al Napoli e ai suoi tifosi, è un posto in cui battere la Juve allo Stadium, con gol all’89’, diventa un’esperienza che davvero va oltre i cinque sensi.

Al di là della “spruzzata di trash” che è inevitabile in un posto del genere, l’intervista al nonnetto ottantasettenne con maglia e bandiera del Napoli è commovente: “Da quando tifate Napoli”, chiede il deejay – speaker. Risposta: “’A quann so nato!”. Lo so, è una banalità, ma vedere sugli spalti colleghi di tifo azzurro con gli occhi lucidi, mi ha fatto sentire meno stupido. Perché io un pochino ho pianto.

L’esplosione al gol di Koulibaly è stata un rito di liberazione collettiva, di emancipazione dallo strapotere dei senza colore. Si può fare, crediamoci, “nun succere ma si succere”, dobbiamo essere più forti dei più forti. E’ vero. La faccia di Massimiliano Allegri, che dopo i tre fischi fugge negli spogliatoi, non ha prezzo. E’ inutile parlare del Pipita andato via da Napoli per vincere, di chi è nato a Napoli e tifa per la Juve, anzi: basta con le battute sull’insensibilità, non se ne può più. Godiamoci questo momento.

E’ storia, sappiatelo. Non so come finirà il campionato ma per me la felicità di stasera mi ha riempito, colmato. I ragazzi di Sarri, fin qui, hanno fatto un campionato straordinario. Non dimentichiamolo, quale che sarà il risultato finale. C’hanno levato ‘e pacchere ‘a faccia. Non riuscirò a dormire, stanotte. Forse la colpa è dell’ottima genovese assaggiata sul finale del pasto, per digerire. O forse me la devo prendere con l’adrenalina, non lo so.

Unico pensiero stonato va al mio amico Lello (amico di tanti, in realtà) che pochi giorni fa ci ha lasciato. Stasera avrebbe gioito anche lui. Anche se, devo confessarlo, tra le inquadrature di Sky mi è sembrato di vederlo due volte: in curva, che piangeva per la felicità, con i piedi di Koulibaly sulle spalle per farlo salire in Paradiso. Sempre forza Napoli.

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