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Kyrie Irving, scambi possibili e scenari realistici

Dopo aver definito la situazione dei Cavs ‘a little peculiar’ (erano i giorni dell’addio del Gm Griffin alla franchigia), la point guard ex Duke ha ufficialmente richiesto di essere spedito altrove, lontano da LeBron. La domanda sorge spontanea: dove?

In’un estate in cui hanno già cambiato squadra sia Chris Paul (dai Clippers ai Rockets) che Paul George (dai Pacers ai Thunder) e in cui sembra essere sempre più vicina la definitiva consumazione del lunghissimo addio di Carmelo Anthony ai N.Y. Knicks, anche Kyrie Irving non ha voluto essere da meno e, con una mossa inattesa e di non facilissima lettura, ha richiesto formalmente ai Cavaliers una trade che gli consenta di andare in una squadra in cui…non ci sia LeBron a fargli ombra. Innanzitutto partiamo dal contratto di Irving: sotto contratto per i prossimi tre anni ma con una player option nell’ultimo anno, quindi dando per certo l’esercizio di detta player option nell’estate del 2019 quando Kyrie avrà 27 anni e l’occasione di firmare il più lucrativo (e di gran lunga) contratto della sua vita professionale, in pratica chi scambia per Irving prende un all star sotto contratto per i prossimi due anni che ha però già chiarito di non avere intenzione di firmare prolungamenti di contratto con nessuno in modo da tenersi tutte le opzioni aperte in vista della free-agency dell’estate 2019. La situazione contrattuale di Irving consente ai Cavs un discreto ancorché non enorme margine di manovra in sede di trattativa con le altre franchigie interessate; il che ci porta alla questione dirimente di tutta questa storia: cosa vogliono i Cavs in cambio di Irving? Nel consueto tourbillon di rumors, suggestioni, idee, report smentiti e via discorrendo, pare di poter dire con buona(?) approssimazione che Cleveland gradirebbe: almeno un veterano forte ai due lati del campo, almeno un giovane giocatore di cui controllare il destino tramite futura restricted free agency (dunque un giocatore che non sia ancora uscito dalla gabbia salariale del contratto da rookie), almeno una first rounder senza eccessive protezioni- possibilmente senza alcuna protezione. Quindi, divertiamoci un po’:

Kyrie a Detroit: Cleveland cede Irving e Frye a Detroit in cambio di Avery Bradley, Tobias Harris, il giovane Hellenson ed una first rounder per il 2018 lottery protected. Cosa ci guadagna Detroit: Una all star point guard in grado di trascinare la squadra ai playoff ad est ed in più utile a massimizzare le caratteristiche offensive del centro Drummond alzandogli un alley oop dopo l’altro da pick and roll centrale (invece che guardare Drummond esercitarsi nei suoi improduttivi e un po’ ridicoli numeri da post basso..). Cosa ci guadagna Cleveland: una guardia veterana forte ai due lati del campo in Bradley, una combo forward da 16 punti e 5 rimbalzi col 48% dal campo il 35% da tre e un bel 56.8 di TS% in Harris, un giovane stretch four da far crescere all’ombra di Kevin Love in Hellenson ed una scelta di primo giro che diventa dei Cavs se, come probabile, Irving porta Detroit almeno all’ottavo posto ad Est. Due altre piccole note. *Tecnicamente il suddetto scambio abbisogna di due trades separate e cioè: Frey per Bradley, poi contestualmente ma separatamente Irving in cambio di Harris, Hellenson e la scelta protetta. **Starà a Detroit scambiare Reggie Jackson ed ottenerne qualcosa in cambio in giro per la Lega, possibilmente un’ala piccola.

Kyrie a Charlotte da Sir Michael: Cleveland cede Irving agli Hornets in cambio di Kemba Walker e Jeremy Lamb. Qui non c’è molto d’analizzare: in pratica si tratta di scambiare due gemelli, uno però più forte dell’altro. La domanda dunque diventa: quanto pensate sia Irving più forte di Walker? Un po’ più forte? Molto più forte? Tanto più forte? Statisticamente sono decisamente simili: Irving fa 25.2 punti di media col 47.3% dal campo e un TS% di 58; Walker fa 23.2 punti dal campo col 44.4% dal campo ed un TS% di 56.9- due gemelli o quasi, Irving essendo quello più forte. Di nuovo: quanto più forte?

Kyrie a Phoenix: Cleveland cede Irving, Frye e Shumpert ai Suns in cambio di Eric Bledsoe, Tyson Chandler, TJ Warren, il giovane Chriss e una top 7 protected first rounder (2018). Cosa ci guadagna Phoenix: un backcourt Irving-Booker, vale a dire una stellare coppia di guardie Nba dal colossale potenziale offensivo (quello difensivo è un’altra storia…), in più nello scambio non è coinvolto Josh Jackson il che consente ai Suns di tirare giù un quintetto tra presente e futuro di questa portata: Irving, Booker, Jackson, Dudley, Bender. Pretty good. Cosa ci guadagna Cleveland: una bella guardia ai due lati del campo in Bledsoe, una scorer forward in Warren (col non piccolo difetto di non avere tiro da tre, ma grande efficacia e creatività solo nel gioco mid-range), un Ty Chandler declinante sì ma perfettamente a suo agio nel ruolo di cambio di Tristan Thompson, un giovanissimo prospetto di talento come Chriss in grado di dare una mano magari piccola da subito per poi crescere nel corso degli anni, una first rounder protetta solo entro le prime 7 il che vuol dire che anche se i Suns guidati dal duo Irving-Booker non fanno i playoff la scelta va a Cleveland purchè Phoenix non abbia nel complesso uno dei peggiori 7 record Nba.

Kyrie a Denver: Cleveland cede Irving e Frye ai Nuggets in cambio di Wilson Chandler, Jameer Nelson, Darrell Arthur, Jamal Murray e una top 8 protected first rounder. Cosa ci guadagna Denver: i Nuggets, dopo aver affiancato Millsap al Joker (Jokic), affidano il backcourt a Irving affiancato dal forte (quanto forte? 50% dal campo, 42% da tre, 61 di TS%) Gary Harris, trovasse Denver una intelligente ala piccola il capolavoro sarebbe fatto- Irving, Harris, ala piccola, Millsap, Jokic. Boom. Cosa ci guadagna Cleveland: un’ala versatile e produttiva ai due lati del campo in Chandler, una point guard molto esperta ma tuttora in grado di muovere bene un attacco e segnare triple aperte in Nelson, un’ala/centro in grado di allungare efficacemente la rotazione allargando il campo per Lebron- Arthur ha infatti tirato il 45.3% dalla lunga distanza nel’ultima stagione-, una guardia di talento e grande potenziale balistico solo parzialmente espresso nell’anno da rookie in Jamal Murray ed in più una first rounder protetta solo entro le prime 8 chiamate assolute al prossimo draft.

Kyrie a Minnesota: Cleveland cede Irving e Shumpert ai T’Wolves in cambio di Wiggins, Dieng e Aldrich. Cosa ci guadagna Minnesota: parrebbe chiaro che l’unico incentivo a fare uno scambio del genere per Minny sarebbe legato ad una eventuale valutazione negativa di Wiggins da parte di coach Thibodeau (che oltre ad essere coach è anche il plenipotenziario manageriale della franchigia), valutazione negativa che poggerebbe sulle deficienze di attitudine in generale e difensiva in particolare che Wiggins tende a mostrare ogni tanto, oltre che su un suo percepito non grande interesse per i dettagli del gioco- i dettagli del gioco, quelli che invece tormentano le notti del maniacale coach di Minnesota. Sarà vero? Si potrebbe poi speculare sulla volontà di Minny di mollare Dieng, buon giocatore sì ma il cui contratto diventa progressivamente sempre più cattivo nei prossimi quattro anni e per di più nel suo ruolo quest’estate è arrivato il pretoriano per antonomasia di coach Thibodeau, Taj Gibson. Cosa ci guadagna Cleveland: il proprio futuro. Per i Cavs questo è lo scambio perfetto. Se davvero fosse sul tavolo, beh se davvero fosse sul tavolo lo avrebbero già concluso. Con o senza LeBron, ci sarebbe Wiggins per il futuro. Con LeBron, per continuare a vincere. Senza LeBron, per ripartire forte immediatamente. Una polizza.

 

 

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