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La lettera di Roberto Fico al Corriere sul finanziamento del M5S

Il Corriere della Sera nell’edizione odierna, ha pubblicato una lettera del Capogruppo del M5S, Roberto Fico, in risposta ad un editoriale scritto da Ernesto Galli della Loggia sui grossi investimenti economici che il movimento indipendente “En Marche!” ha dovuto far fronte per portare Macron alla vittoria politica in Francia.

Ecco alcuni passaggi:

“Caro direttore, sul Corriere di due giorni fa Ernesto Galli della Loggia sostiene che tra i fattori che hanno contribuito alla vittoria di Macron vi è anche l’apporto di ingenti finanziamenti e dei grandi gruppi industriali[…]

Aggiunge che senza finanziamento pubblico tutto il meccanismo elettorale non può che essere dominato dalla ricchezza privata.

In Italia il modello di finanziamento pubblico è stato sostituito da un modello che strizza l’occhio a quello statunitense, in cui i privati e le società possono influenzare la vita democratica attraverso ingenti finanziamenti mentre le fondazioni private -come afferma lo stesso autore- non sono regolamentate a dovere.

Eppure […] la terza via c’è: le microdonazioni e la partecipazione diffusa.

E’ la strada che il M5S segue dalle origini, impedendo che con la forza del denaro la voce di uno potesse oscurare quella dell’altro.”

Roberto Fico poi, sciorina le cifre che, tramite le microdonazioni,  hanno portato al successo il Movimento 5 Stelle:

“2013: Il M5s per la campagna elettorale raccoglie 774 mila euro, grazie alle microdonazioni di 28mila cittadini. Di questi ne spende appna 348 mila e la differenza va a i terremotati dell’Emilia Romagna.
Alle politiche il M5S è il primo partito in termini di voti in Camera.
2016: elezioni di Torino. il M5S raccoglie 72mila euro e ne spende 65 mila, oltre un sesto in meno di quelli spesi da Piero Fassino. Neanche un euro speso per l’acquisto di spazi radiotv o per propaganda mediante corrispondenza ai cittadini[…]”
Chiude con una frase ad effetto:
“Questo per dimostrare che fare politica <con quattro soldi> non è nè utopia nè <pura ipocrisia>[…]
Perchè il futuro e la salute dei sistemi democratici passano anche da qui.

Non si è fatta attendere la risposta dell’editorialista del Corriere della sera:

“C’è un piccolo particolare di cui l’onorevole Fico sembra non tenere conto. Ed è che il meccanismo elettorale non implica solo le spese per la propaganda ma anche (sopratutto?) la scelta dei candidati.
Posso concedergli tranquillamente che i 5stelle hanno speso solo la cifra esigua da lui indicata, frutto di innumerevoli microdonazioni.
Ma sono convinto che il prezzo – politico, non monetario, – pagato per tutto questo è stato nel caso del suo movimento, il virtuale sequestro della scelta di tutte le candidature di Beppe Grillo.
Ovvero, il che è lo stesso, la necesssità assoluta del suo placet ad ognuna di esse”

 

 

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