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Landini loda i 5 stelle e condanna i passati governi

Le parole di Maurizio Landini dovrebbero far riflettere non poco, soprattutto quelli che a sinistra hanno sempre apprezzato le sue posizioni. In una intervista a QN, l’ex leader della Fiom ha lodato l’atteggiamento del M5s:

“Subito dopo il voto abbiamo scritto ai nuovi presidenti delle Camere e ai gruppi parlamentari, per chiedere che il nuovo Parlamento discuta subito la Carta per i diritti del Lavoro, sottoscritta da più di un milione e mezzo di lavoratori; i 5 Stelle sono stati i primi a risponderci”.

Poi fissa quelli che secondo lui sono gli obiettivi principali:

“A breve saranno fissati gli incontri, ma è chiaro che stiamo parlando di cambiare il Jobs Act, di fare una legge sulla rappresentanza, vuol dire ripristinare un nuovo statuto di diritti per tutte le forme di lavoro, anche quello autonomo, così come vogliamo una nuova legge sulle pensioni…”.

Non può ovviamente mancare un’analisi del voto:

“Analizzando il voto del 4 marzo, si capisce che c’e’ stata una ribellione di massa a un potere politico che era lontano dalle ragioni di una sofferenza sociale molto diffusa, perché la povertà si è allargata, il Jobs Act ha aumentato le forme di sfruttamento del lavoro e ricondurre il voto del Mezzogiorno al fatto che vogliono essere sussidiati, secondo me, è un’altra di quelle stupidaggini che non da’ l’idea di capire che cosa sta succedendo”

E, quando gli viene chiesto se pensa che il mondo del lavoro abbia votato in massa 5 Stelle o Lega, risponde:

“E’ un dato che chi ha governato, ha dimezzato i suoi voti e il mondo del lavoro non ha votato per chi era al governo. Detto questo, la Cgil aveva capito da un po’ che si stava verificando una frattura e, infatti, Pd e sinistra sono usciti fortemente ridimensionati”