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M5s-Lega, scontro sullo spread: “così non si va avanti”

Il fantasma dello spread agita le acque del governo a tinte giallo-verdi. Potrebbe esserci un serio momento di riflessioni. Questo a detta di…

Giancarlo Giorgetti direttamente dal salotto di “Porta a Porta”. Il sottosegretario sottolinea lo stato di litigiosità: che se dovesse proseguire oltre il 26 maggio potrebbe diventare insostenibile. Il punto, anzi la parola magica, è lo spread: schizzato da 276 a 280 punti. Un  rialzo che manda su tutte le furie Luigi Di Maio: soprattutto dopo le parole di Matteo Salvini:

“Sforare il vincolo Ue Deficit/Pil del 3%? Non si può, ma si deve. Se servirà infrangere alcuni limiti del 3% o del 130-140%, tiriamo dritto”.

Parole da irresponsabile  secondo il Ministro del Lavoro. L’auspicio è che prima di sparlare di debito-Pil, bisognerebbe dedicarsi a  “tagliare tutto quello che non è stato ancora tagliato in questi anni di spese inutili e di grande evasione” . La tensione si tinge addirittura di giallo su un eventuale vertice tra Salvini e Di Maio, invocato da quest’ultimo. Alcune voci fanno trapelare che Giggino non avrebbe mai chiesto nessun incontro a Matteo: addirittura il Capitano “non sente né Di Maio né Conte dall’ultimo Consiglio dei ministri. L’ultima parola spetta, come al solito, ai Cinqestelle:

“Se la Lega ci tiene gli facciamo una richiesta con carta bollata”.

Rimane  In ballo  l’apertura del Movimento 5Stelle sull’autonomia differenziata ma prima di procedere la Lega dovrebbe votare la riforma pentastellata per le nomine della Sanità.  Scaramucce a parte sembra che il vertice ci sarà e potrebbe essere prima del Consiglio dei Ministri di lunedì prossimo: il Carroccio è pronto a mettere sul tavolo il decreto sicurezza ‘bis’, fortemente voluto da Salvini, e riproporrà l’Autonomia regionale. Inoltre ci sono le nomine in scadenza del Ragioniere generale dello Stato e del Comandante della Guardia di finanza, mentre Di Maio aveva annunciato che userà i fondi risparmiati dal reddito di cittadinanza per un decreto legge in aiuto delle mamme.

Anticipato sull’argomento dal ministro della Lega Lorenzo Fontana:ha presentato un emendamento al decreto Crescita per ampliare il cosiddetto bonus bebé e introdurre detrazioni fiscali per pannolini e latte in polvere. In realtà il decreto avrà luce verde definitiva solo in giugno.