M5s spaccato sull’autorizzazione a procedere contro Salvini

Una spaccatura all’interno del Movimento sull’autorizzazione  a procedere nei confronti di Matteo Salvini.  C’è chi fa notare come la paittaforma Rousseau possa essere utile per questioni interne al partito, ma per questioni che interessano il Paese occorre una piattaforma pubblica ed indipendente e terza a cui possano avere accesso tutti gli aventi diritto al voto.

Il concetto è espresso dalla senatrice Paola Nugnes:  bisogna considerare il grado di interesse pubblico preminente: il quesito è se forzare la mano agli altri Paesi europei sia una mossa che sovrasta il rispetto del diritto costituzionale alla libertà delle persone:

 “Il quesito, per essere equilibrato e veritiero, deve contenere anche la valutazione dell’ interesse pubblico preminente. Non basta dire “interesse pubblico” poiche’ a questa valutazione manca “in rapporto a cosa? ” Valutazione che invece viene richiesta ai senatori dalla, oramai abusata, Costituzione. C’e’ stato interesse pubblico, preminente (a forzare la mano agli altri Paesi europei)? È stato preminente, questo presunto interesse pubblico, rispetto al diritto costituzionale alla liberta’ delle persone che erano confinate a bordo della nave?”

Da qui il passaggio sulla piattaforma Rousseau e sul fatto che possa essere una piattaforma pubblica indipendente e terza cui possono avere accesso tutti gli aventi diritto al voto:

“Il parlamentare una volta eletto rappresenta la nazione, il governo una volta insediato e’ il governo di tutti. Queste sono cose che non andrebbero mai dimenticate ne’ mortificate”.

La Nugnes non è sola:   molti altri militanti di base si ribellano al modo in cui il M5s ha impostato il quesito.  Tra questi Luigi Grillo, deputato del Movimento. Così scrive su Facebook:

“Attenzione agli iscritti M5s : si vota no per dire si all’autorizzazione a procedere. Le votazioni saranno aperte su Rousseau lunedi’ 18 febbraio dalle 10 alle 19. Non ci devono essere discrimini. Qui non siamo di fronte a una questione politica, su cui si puo’ essere d’accordo o contrari. Salvini ha rispettato la legge? Bene, i giudici lo stabiliranno. Non e’ che la politica puo’ sostituirsi alla giustizia, altrimenti finisce come con i governi Berlusconi. Quando al governo c’e’ il movimento 5 Stelle non puo’ succedere”

Mentre  Il blog d ricorda come  su questo si deve esprimere con un voto prima la Giunta per le autorizzazioni a procedere e poi l’Assemblea del Senato. In pratica, se il Parlamento nega l’autorizzazione a procedere, sta affermando che il Ministro ha agito per interesse pubblico o interesse dello Stato, e che quindi non sara’ processato. Nel caso invece venga data l’autorizzazione, il Ministro dell’interno andra’ a processo. Questo quindi non e’ :

“il solito voto sull’immunita’ dei parlamentari. Di quei casi si occupa l’articolo 68 della Costituzione, e su quelli il MoVimento 5 Stelle e’ sempre stato ed e’ inamovibile: niente immunita’, niente insindacabilita’. Nessuna protezione per i politici che devono rispondere delle loro azioni individuali. Noi mandammo a processo i nostri portavoce Paola Taverna e Mario Giarrusso e entrambi votarono per farsi processare. Questo e’ un caso diverso: stiamo parlando infatti dell’articolo 96 della Costituzione. Nello specifico questo e’ un caso senza precedenti perche’ mai in passato si era verificato che la magistratura chiedesse al Parlamento di autorizzare un processo per un ministro che aveva agito nell’esercizio delle sue funzioni e non per azioni fatte per tornaconto privato e personale (tangenti, truffa, appalti, etc): in questo caso non ci porremmo neppure il problema e lo spediremmo in tribunale”.