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Di Maio alla conquista di Washington: “Noi fedeli agli USA, non alla Russia”

Il M5S, in ottica Elezioni 2018, accende le luci sulla politica internazionale, e lo fa con Luigi di Maio, candidato premier per i grillini, che ieri è atterrato sul suolo statunitense,  seguito dal suo fido capo della comunicazione Rocco Casalino e al consigliere politico Vincenzo Spatafora, l’uomo che più di tutto, ha portato le luci della ribalta sul politico nato a Pomigliano.

Non è un caso che abbia scelto gli Stati Uniti, Non è un caso che abbia scelto proprio questa meta come primo viaggio da candidato premier del M5S.

L’idea di politica estera di Di Maio è ben definita, apertura agli Usa, non alla Russia di Putin.

Basta con questa storia della Russia e che siamo alla mercé di Putin. È una storia che non sta in piedi e che ci fa solo del male.

Luigi ricorda benissimo che parecchi pentastellati  hanno strizzato l’occhio alla sponda russa, feeling che ha lasciato non poche perplessità al candidato premier, che invece, vede nella “Mano tesa” da Trump, lo spiraglio giusto per apparire forza politica credibile anche nell’emisfero atlantico:

Siamo occidentali e il nostro più grande alleato in Occidente sono gli Stati UnitiL’interesse della Russia è da parte loro verso di noi. Ricordo a tutti che la prima visita di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio dopo il nostro inaspettato successo nel 2013 fu all’ambasciata americana a Roma.

Vuole farlo sentire a tutti Di Maio, da leader, che il M5s è compatto e che non ci saranno altri ‘scivoloni’ (le dichiarazioni amichevoli sul Venezuela di Maduro e l’eccessiva ‘disponibilità’ di Di Stefano verso i russi).

Dopo la sua incoronazione a leader del MoVimento, fu subito chiaro verso i giornalisti stranieri:

Non siamo disponibili a rifinanziare il programma militare con altri 14 miliardi di euro.

Ora, invece, sembra aver cambiato decisamente idea:

Non è vero che vogliamo bloccare i finanziamenti alle missioni, ma va trovata una sintesi. Non siamo quello che raccontano di noi.

Durante il suo soggiorno in USA, Di Maio prima farà tappa a Capitol Hill e avrà un confronto con parlamentare repubblicani e democratici, poi, diretto al Dipartimento di Stato, fondamentale approccio con l’amministrazione Trump.

Infine, proprio a dimostrazione di una apertura verso la stampa, in volo verso il Washington Post.

In attesa di vedere le reazioni italiche.

 

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