Manovra finanziaria: reddito di cittadinanza sarà ridotto

Una riduzione per reddito di cittadinanza e pensioni di circa 4,6 ml. Ecco le altre cifre sulle coperture e le spese della manovra finanziaria.

Per l’anno prossimo  quasi la metà dei 10,3 miliardi per rimodulare la manovra arriveranno da una sforbiciata a reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni. Le risorse per il primo saranno ridotte di 1,9 miliardi mentre per le pensioni oltre 2,7 miliardi in meno sul fondo. Risulterà modesto anche l’impatto dal contributo di solidarietà sulle pensioni elevate, quelle sopra i 5 mila euro netti al mese. Appena 76 milioni l’anno prossimo 240 milioni nel triennio. Più consistente l’impatto del “raffreddamento” degli assegni pensionistici, 253 milioni l’anno prossimo e oltre 2,2 miliardi nel triennio. Tra le maggiori entrate 450 milioni l’anno dall’aggravio della tassazione sui giochi, 150 milioni l’anno prossimo dalla web tax per salire a 600 milioni l’anno nel 2020 e l’anno successivo.

Alla base del via libera della Commissione europea alla manovra finanziaria del governo ci sono 10,3 miliardi tra maggiori entrate e minori uscite. Per il 2019  non ci sarà l’aumento dell’Iva ma salta la sterilizzazione delle clausole per il biennio successivo. Per il 2020 e il 2021 se non ci sarà la sterilizzazione degli aumenti Iva, il conto sarà più salato. Rispetto ai 19,2 e 19,6 miliardi previsti, nella lettera inviata a Bruxelles il governo italiano alza gli importi, rispettivamente 9,4 e 13,1 miliardi aggiuntivi per i prossimi due anni. Pertanto per disinnescare gli aumenti Iva nel 2020 serviranno quasi 22 miliardi e oltre 25 miliardi l’anno successivo.  Poi da abrogazione credito d’imposta Irap, azzeramento credito d’imposta per beni strumentali e taglio agevolazioni Ires per gli enti non commerciali altri 435 milioni l’anno prossimo. Infine oltre 2,2 miliardi dalla riprogrammazione dei fondi per le Ferrovie e per la cassa del Fondo sviluppo di coesione e dalla riprogrammazione dei fondi di cofinanziamento nazionale.