Minnesota Timberwolves in 3 punti: più vecchio che nuovo

Stesso quintetto, qualche cambio tra le riserve, una sensazione di diffusa conflittualità interna. Stessi risultati? Peggiori? Migliori e sorprendenti?

*i Minnesota Timberwolves sono la squadra di Tom Thibodeau, sia coach che top executive della franchigia. Eppure, per essere una squadra del defensive guru Thibodeau, l’anno scorso i T’Wolves hanno fatto registrare il quarto miglior attacco Nba ed al contempo la quarta peggiore difesa dell’intera lega. Si ha quasi la sensazione che Thibodeau cerchi di allenare al meglio una squadra che però non può essere davvero sua. Cambierà qualcosa nella stagione 2018/2019? Intanto l’operazione Minnesota Bulls potrebbe continuare con l’arrivo pure di Luol Deng.

1) nuovi volti a Minneapolis. Andati via l’ala serba Bjelica direzione SactoSerbia e il noto sparatutto Nba chiamato Jamal Crawford. Sono invece arrivati a dare profondità al roster e rinforzare la panchina 5 nuovi elementi. Innanzitutto, a colmare il vuoto prodotto dalla partenza di Bjelica, il 4 stretch Anthony Tolliver. Tolliver è reduce dalla miglior stagione balistica della sua pur lunga carriera: 9 punti in 22 minuti in maglia Pistons tirando il 43,6% da 3 punti con 2 triple a bersaglio su 4.6 triple tentate a partita. Contratto annuale poco sotto i 6 milioni $.

Dal draft di giugno sono invece arrivati Josh Okogie e Keita Bates-Diop. Josh Okogie, swingman da Georgia Tech chiamato alla numero 20, ha del serio potenziale in qualità di atletico prototipo 3&D. Bates-Diop è una versatile combo forward che mostra buoni istinti sia in difesa che a rimbalzo. Quanto i due rookies giocheranno è difficile da stabilire data anche una certa tendenza di coach Tom Thibodeau ad affidarsi, in genere, ai giocatori con maggiore esperienza.

A rinfoltire il reparto esterni pure lo swingman C.J. Williams reduce da una buona stagione in maglia Clippers cominciata con un two-way-contract e finita a 5.5 punti ed 1 assist in 18.5 minuti di media col 44% dal campo in 38 partite con 17 partenze in quintetto. Anche quello coi Minnesota T’Wolves è un two-way-contract.

Infine, una vecchia conoscenza del campionato italiano: l’ex lupo irpino James Nunnally, ora lupo del Minnesota. Per il tiratore ex Fenerbahçe contratto biennale da 1.3 milioni $ il primo anno ma solo 350mila $ garantiti sino al 10 gennaio 2019, secondo anno a 1.6 milioni $ ma interamente unguaranteed sino al 29 giugno ’19.

Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2018 NBAE (Photo by David Sherman/NBAE via Getty Images). MINNESOTA TIMBERWOLVES’ ROOKIE: JOSH OKOGIE

2) la questione Butler e la questione Towns. Dunque Jimmy Butler ha rifiutato l’estensione contrattuale offertagli dai T’Wolves e, al termine della stagione che sta per iniziare, uscirà dal proprio contratto declinando la player option da quasi 20 milioni di dollari per la stagione 2019/2020 così diventando ambitissimo free agent nel luglio 2019 (stesso percorso contrattuale farà a Boston Kyrie Irving..). Butler, che tra dieci giorni compirà 29 anni, ha scelto di mantenere le proprie opzioni aperte sia riguardo a quanto guadagnerà sia riguardo a dove andare a giocare gli ultimi produttivi anni della sua carriera. Potrebbe tranquillamente rimanere in Minnesota come pure potrebbe andare via a fine anno destinazione New York o Los Angeles. A spaventare i tifosi dei Minnesota T’Wolves anche le voci relative ad un rapporto alquanto aspro tra i due migliori giocatori della squadra: Jimmy B. e Karl-Anthony Towns (23 anni a novembre).

Towns è eleggibile per una early extension quinquennale del valore di 158 milioni $ complessivi ma l’estensione deve essere firmata entro il 16 ottobre prossimo, passata la quale data Towns assoggetterà se stesso e i Timberwolves ai rigori della restricted free agency nell’estate del 2019. Firmerà, si suppone. Prima o poi.

MINNESOTA TIMBERWOLVES’ YOUNG STAR: SCREAMING TOWNS

3) la questione Wiggins. All’incirca un anno fa, l’11 ottobre, Andrew Wiggins firmava il suo mega quinquennale di estensione coi Minnesota T’Wolves. 146.5 milioni $ a partire dalla stagione 2018/2019 sino all’estate 2023. Al momento in cui Wiggins firmava il nuovo mega contratto, il canadese già era uno dei giocatori più controversi dell’intera Nba. Meglio, uno dei più divisivi sia tra i c.d. columnists che tra gli appassionati e tifosi Nba. Ecco, l’ultima stagione ha ulteriormente acuito il dibattito fornendo di sicuro più munizioni verbali ai detrattori del canadese che ai suoi estimatori. Per dirne una, ma abbastanza definitiva: il Box Plus/Minus (BPM) complessivo di Butler è +5.0 mentre quello di Towns è +5.5

quello di Wiggins? meno 2.5 perchè il paradosso è che Wiggins è sì sensibilmente migliorato in difesa(!) ma è pure regredito di un po’ in attacco dove pure non brillava per efficienza. Come se l’arrivo di Butler, nel ridurne il volume di tiri e coinvolgimento offensivo, ne avesse ulteriormente ridotto l’efficienza. Un indicatore su tutti: il Wiggins pre-Butler andava in lunetta poco meno di 6.5 volte a partita con il 76% di media mentre il Wiggins con Butler soltanto 3.8 volte con il 64%. Bùm.

Thibodeau’s world, Thibodeau’s problems.

(Jean Pieri / Pioneer Press). (UN)HAPPY? MINNESOTA TIMBERWOLVES’ CORE

Mandatory Credit: Dennis Wierzbicki-USA TODAY Sports. MINNESOTA TIMBERWOLVES’ COACH 
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