NBA news station: D-ROSE IS BACK (Halloween 2018)

WHAT A LEAGUE

In poche parole: notte di Halloween del 2018, Derrick Rose esce di casa ma per dimenticanza o assenza di creatività non si traveste da niente. Arriva alla partita e complici le assenze contemporanee di Jimmy Butler, Jeff Teague e Tyus Jones si ritrova in quintetto. Non solo, si trova ad essere anche l’unica point guard del roster non in lista infortunati. Fatti due calcoli elementari, sa che dovrà giocare un botto di minuti, consecutivi pure. Di fronte ci sono i Jazz, una delle squadre meglio allenate e più difensivamente solide dell’intera Nba. Con Gobert al centro dell’area, vale a dire il miglior difensore di pitturato della lega. I Timberwolves entrano all’intervallo lungo con 9 punti di vantaggio su Utah. Rose gioca un bel primo tempo con 16 punti (13 nel primo quarto) e 5 assist a referto. Già così andrebbe bene, nel senso che con un discreto secondo tempo Rose potrebbe tranquillamente issarsi a qualcosa tipo 28 punti e 10 assist. Contro una signora difesa, peraltro.

E qui arriva, scopriremo poi a fine partita, un twist nella sceneggiatura. D-Rose si traveste, nell’intervallo, da…se stesso. Versione 2010-2011. Formato: MVP. Non un semplice giocatore di pallacanestro, meglio dire: una macchina da canestri. Un giocatore dal tiro in sospensione- come dire?- sporadico e comunque in grado, quel Rose edizione 2011, di aprire in due qualunque difesa. Come? Tre aggettivi: intenso, esplosivo, (stra)potente. E quell’abilità di galleggiare in area, sfidando la legge di gravità: un supereroe. Ebbene, il travestimento funziona: un terzo quarto da 19 punti ed un paio di giocate al ferro, senza schiacciare, in cui anche Gobert non ha potuto far altro che annotare la targa nero-verde numero “25 di D-Rose.

Ultimo quarto punto a punto e Rose cala il capolavoro: queste le sue ultime cinque giocate. 5) tripla (44° punto) del 119 pari a 3:33 dalla fine. 4) driving lay-up dopo aver mandato Gobert al bar con un (mini)movimento indiana. 3) turnaround jump shot che assomigliava molto ad un sorta di gancio. 2) i due liberi ( 49° e 50° punto) del, poi definitivo, 128-125 pro Minnesota a 13.8 secondi dalla fine. 1) la stoppata (quasi) a fil di sirena sulla tripla di Exum che avrebbe portato la partita in parità- e forse D-Rose avrebbe attentato ai 60 punti ma avrebbe anche rischiato di perdere la partita ed un po’ di quella magia che ieri si è manifestata così vividamente a Minneapolis.

Alla fine: career-high a 50 punti, la vittoria per il suo coach, l’orologio che sembra davvero- almeno per una notte- tornato indietro di 7-8 anni.

Le lacrime: per una volta, non di dolore.

        

MINNEAPOLIS, MN – OCTOBER 31: Derrick Rose #25 of the Minnesota Timberwolves cries after the game against the Utah Jazz on October 31, 2018 at Target Center in Minneapolis, Minnesota. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2018 NBAE (Photo by David Sherman/NBAE via Getty Images)

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