Nuova “fumata nera” per la manovra: vertice senza il ministro Tria

Nuova “fumata nera” per la manovra: vertice senza il ministro Tria.

I vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini si sono opposti all’intenzione di far slittare a giugno le misure più costose, come il reddito di cittadinanza e “quota 100”. Hanno anche intenzione di “investire” su nuove e costose misure, come il saldo e lo stralcio delle cartelle di Equitalia.

Nella riscrittura della manovra, non si evince la correzione attesa dall’Europa che eviti al nostro Paese un’infrazione e in più, al termine del vertice di governo sulla legge di bilancio si sa che il deficit calerà ma ancora non si sa di quanto e come.

Giuseppe Conte punta a convincere Bruxelles con poco più di 7 miliardi di tagli per portare il deficit dal 2,4% al 2%, ma l’Ue in partenza chiede uno sforzo da 16 miliardi per far calare il deficit strutturale. Il presidente del Consiglio ammette che sia complicato il negoziato ma è convinto che non sia impossibile. Conte incontrerà il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker.

Due gli step con cui, entro il 19 dicembre, i gialloverdi possono provare a evitare la bocciatura: un nuovo Documento programmatico di bilancio che riveda i saldi della manovra abbassando deficit e debito nel prossimo triennio; un voto del Senato su un “superemendamento” che cambi i connotati della manovra, siglando l’impegno della maggioranza in Parlamento a rientrare nei binari delle regole europee.

Intanto, il ministro Tria che ha un ruolo tecnico in tale questione, non ha partecipato all’incontro tra Conte e i due vicepremier, Salvini e Di Maio e in più, il leader della Lega ha dichiarato:

 “Non spendiamo soldi a vanvera ma con questa manovra diamo un segno di speranza. Ma alla pressione dei ceti produttivi, che sfogano il malcontento soprattutto coi leghisti, si somma lo spettro di una recessione a livello mondiale; è il fattore che preoccupa anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che, senza girarci intorno si fa portavoce degli industriali che al 100% è contro questa manovra, solo espansiva e non per la crescita”.

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