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Pace tra Salvini e Di Maio: “ci vedremo presto”

Si vedranno presto. Presupposto decisamente imprescindibile per siglare la “nuova pace”.  Parliamo ovviamente di Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Dopo i buoni segnali lanciati oggi da Matteo Salvini,  continua l’operazione “pace fatta” con l’altro: Luigi Di Maio.  In primis c’è l’accordo nella maggioranza sul decreto Sblocca cantieri: sarà presente anche il punto sulla sospensione del Codice degli appalti così come voluto dalla Lega ma in una forma decisamente più leggera. Proprio l’approccio giusto dopo la telefonata di martedì scorso tra i due leader.  Intanto per oggi in mattinata  torneranno ad incrociarsi  all’Assemblea generale di Confcommercio: ci sarà la tanto agognata stretta di mano? Sicuramente non ci sarà il premier,  Giuseppe Conte, impegnato in una visita diplomatica in Vietnam.

Tutto questo avviene sullo sfondo di  una procedura di infrazione che l’Europa ha deciso di aprire nei confronti dell?Italia.  Per cui il momento richiede, se non proprio il ritorno al clima idilliaco di inizio legislatura, ad una certa idea di compattezza tale da superare gli scontri di una campagna elettorale ormai perenne.  Insomma, si richiede una rinnovata assunzione di responsabilità davanti agli italiani. Pena un dialogo con la stessa Europa che rischia di essere seriamente compromesso a vantaggio di quest’ultima.  Le parole di Salvini, però, sembrano confortare in tal senso:

Sono contento di questo rinnovato clima di collaborazione. Con Di Maio ci siamo sentiti, probabilmente ci vedremo nelle prossime ore, nei prossimi giorni” perché “i problemi si risolvono anche al telefono”.

In  sinergia con il ministro del lavoro si sta lavorando a tutta una serie di riforme da portare a termine:

“stiamo lavorando per lo Sblocca cantieri, sul dl Crescita, sul dl Sicurezza bis, sulla proposta di riduzione delle tasse della Lega, che è pronta. Noi i compiti a casa li abbiamo fatti, siamo pronti per l’interrogazione”.

Lo stesso Di Maio rinserra i ranghi e si scaglia contro Bruxelles e chi ha provocato questa situazione di “debito”:

Noi la prendiamo seriamente, ma non possiamo fare finta di non sapere che ci sono Paesi europei che in questi anni, per risollevare la loro economia, hanno fatto molto più deficit di quanto consentito dai Trattati. E non sono andati incontro a nessuna sanzione!

Non è concepibile che un Paese con 6 milioni di disoccupati reali e migliaia di aziende che producono sotto il loro potenziale venga messo in croce perché vuole investire sulla crescita, il lavoro e la riduzione delle tasse.