Salvini propone la Leva obbligatoria: il Web dice NO

Difesa – Salvini apre il dibattito sulla Leva obbligatoria ma il Web si scatena: “Non bloccare i ragazzi che studiano”.

Salvini, propone su Twitter un sondaggio: ripristinare o no, la Leva obbligatoria? Il Web si scatena e spesso i toni del confronto tra gli utenti si fanno accessi. Prevale il “NO ma non manca chi rimane nei binari della pacatezza:

“No Matteo -dice Claudia- assolutamente no. Ho due ragazzi che studiano bene, non puoi bloccarli così. La laurea è già un contributo per la società”.

Fa eco l’utente LisaCa:

“No. E’ solo una perdita di tempo per i nostri figli, la maggior parte sono ottimi ragazzi. Mia figlia sa benissimo quali siano i doveri ed i diritti. L’educazione la danno i genitori, non lo Stato”.

Torna poi il parallelo con la questione dei vaccini:

“La coerenza di Salvini: no all’obbligo vaccinale perché bisogna tutelare la libera scelta dei genitori, ma sì al servizio militare obbligatorio”

nota Francesco Billari.

In pratica, più dissensi che consensi nel sondaggio proposto dal leader Lega. La proposta rilanciata anche ieri dal ministro finora sembra riscuotere più pareri contrari che favorevoli, stando almeno al sondaggio lanciato via Twitter dallo stesso Salvini.

“Reintrodurre il servizio militare e civile per ricordare ai nostri ragazzi che, oltre ai diritti, esistono anche i doveri. Siete d’accordo?”

chiede il vicepresidente del Consiglio.

Annamaria Mancuso risponde entusiasta

“Subito! Senza neanche pensarci due volte”, perché “così l’Italia inizierà di nuovo ad avere uomini e non fighettini rammolliti, che vivono di cellulare e social!”.

Le risponde, schiettamente, Michael Moschini:

“Le donne ovviamente sono d’accordo visto che loro non l’hanno mai fatto”.

Un utente che si firma ‘Per aspera ad astra’ contesta il fatto che il servizio militare obbligatorio possa essere una scuola di dovere civico e si rivolge al leghista:

“Si vede che lei non ha idea di cosa sia la leva militare…. scuola per eccellenza di come evitare i propri doveri e fabbrica di fannulloni…”.

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