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Sanremo, la solita, cara, vecchia, noiosa canzone

La quarta serata del festival di Sanremo

Mai in vita mia (e non sono proprio sbarbatello), mi è capitato di provare così tanta insofferenza durante la visione della kermesse nazional-popolare più nazional-popolare che ci possa essere, il buon caro vecchio festival di Saremo.

Baglioni ha il suo target di pubblico, coloro che amano farsi coccolare dal senso di sicurezza dato dalla correttezza del linguaggio,   ovvero la super pulitissima e ben intenzionata morale della fascia media della popolazione consumatrice di valori super romantici un tanto al kilo.

Ma il target che segue Baglioni non è la popolazione Italiana in toto, ma solo una piccola porzione, e Baglioni fallisce. Fallisce nella maniera più italiana possibile, col tipico approccio di chi dice : fino ad oggi avete sbagliato ma adesso ci sono io,   sono io la panacea di tutti i mali, vi risistemo il festival (ghe pens mi di recente memoria).

Ma, come spesso accade i questi casi il risultato non è  del tutto roseo rispetto alle aspettative, a Sanremo manca il presente,  il rap è assente,  la metà dei brani in gara è datata come del resto gli stessi interpreti che si avvicendano al microfono, non c’è nulla di stuzzicante (davvero poche cose) e le finte scenette da finto imprevisto messe in scena dai tre conduttori sarebbero risultate vecchie e noiose anche  ai tempi di carosello.

La quarta serata è stata senza dubbio la più gradevole fino ad oggi, con i duetti che hanno permesso di consolidare  le prime positive impressioni dell’inizio e scoprire brani che fino ad adesso erano rimasti un po’ in sordina alle orecchie meno attente.

La scaletta in ordine di uscita:

Renzo Rubino con Serena Rossi – Custodire.
Le Vibrazioni con Skin – Così sbagliato.
Noemi con Paola Turci – Non smettere mai di cercarmi.
Mario Biondi con Ana Carolina e Daniel Jobim – Rivederti.
Annalisa con Michele Bravi – Il mondo prima di te.
Lo Stato Sociale con Paolo Rossi e il Piccolo Coro dell’Antoniano – Una vita in vacanza.
Max Gazzè con Rita Marcotulli e Roberto Gatto – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno.
The Kolors con Tullio De Piscopo e Enrico Nigiotti – Frida
Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico con Alessandro Preziosi – Imparare ad amarsi.
Diodato e Roy Paci con Ghemon – Adesso.
Roby Facchinetti e Riccardo Fogli con Giusy Ferreri – Il segreto del tempo.
Enzo Avitabile e Peppe Servillo con Avion Travel e Daby Touré – Il coraggio di ogni giorno.
Ermal Meta e Fabrizio Moro con Simone Cristicchi – Non mi avete fatto niente.
Giovanni Caccamo con Arisa – Eterno.
Ron con Alice – Almeno pensami.
Red Canzian con Marco Masini – Ognuno ha il suo racconto.
Decibel con Midge Ure – Lettera dal Duca.
Luca Barbarossa con Anna Foglietta – Passame er sale.
Nina Zilli con Sergio Cammariere – Senza appartenere.

Ospiti Gianna Nannini, Piero Pelù, che ha reso omaggio insieme a Baglioni a Lucio Battisti; Federica Sciarelli, con cui Baglioni ha fatto uno sketch simile ai precedenti con Franca Leosini ed Emma D’Aquino.

Conferito inoltre  il Premio alla Critica a Milva.

Nella categoria giovani Ultimo,  con “Il ballo delle incertezze”, conquista il primo posto. La vittoria è stata determinata dal voto di questa serata: televoto (40%), giornalisti della sala stampa (30%) e giuria degli esperti (30%), sommato a quello di martedì e mercoledì sera. Secondo posto per Mirkoeilcane, terzo Mudimbi.

Insomma chi vincerà questo festival?

Tra i favoriti   ci sono sicuramente Ermal MetaFabrizio Moro con il brano “Non mi avete fatto niente” che, dopo lo stop forzato per “accertamenti” da parte  della RAI ritornano in gara tra qualche polemica. Nella corsa al podio troviamo sicuramente anche RonLo stato sociale che, per motivi diametralmente opposti, propongono entrambi  canzoni dalla fortissima potenza evocativa, da non sottovalutare inoltre i The Kolors e Max Gazzè .

Qualche folle visionario  è arrivato persino a pronosticare un posto, tra i primi tre classificati, per il trio costituito da   Ornella VanoniBungaro e Pacifico. Domani sapremo…