Sant’Antimo: uccise la compagna. Condannata la sorella

Lui viene assolto dall’accusa di omicidio. Lei, sua sorella, viene condannata in appello. Parliamo del processo per l’omicidio di Maria Migliore, avvenuta nella notte tra il 17 ed il 18 novembre nel 2015.

I protagonisti sono Gennaro Grandine e Maria Grazia Ronga. Il primo beneficia di 4 anni in meno (da 10 anni a 6), la seconda viene condannata a 4 anni di reclusione per vilipendio di cadavere. Questo l’esito della sentenza d’Appello. Il pm aveva fatto ricorso dopo la sentenza di primo grado che aveva visto condannare Filippo Ronga a 20 anni di carcere, e 10 per Grandine: il primo era ritenuto l’autore materiale del delitto. Maria venne uccisa e data alle fiamme per una vendetta trasversale tra malavitosi legata a un commercio di droga. La vittima era uscita  per recarsi ad un appuntamento e non è mai rientrata. Secondo gli investigatori, la donna, era andata a casa del 44enne sottoposto a fermo per cercare di risolvere “problemi” legati traffico di droga.

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Dopo qualche discussione, padre, figlia e vittima, con l’auto di quest’ultima, un Fiat Doblò, si sono recati in una strada periferica del paese, via Toriello Separiello, dove Maria è stata uccisa con diversi colpi di pistola semiautomatica. I due  hanno poi chiamato il ragazzo di 21 anni, che, con la sua vettura, si è recato sul luogo del delitto. Dopo avere dato fuoco al Doblò, i tre sono tornati nell’abitazione del 44enne dove si sono liberati della pistola e degli abiti sporchi di sangue.

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