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Scontro senza esclusione di colpi tra Di Maio e De Luca

Luigi Di Maio, dopo le polemiche che hanno investito il M5s a causa del tweet di Angelo Parisi, possibile futuro assessore nella giunta Cancelleri in Sicilia, indirizzato al deputato del Pd, Ettore Rosato, ha ripescato un intervento dell’anno scorso di Vincenzo De Luca.

In quell’occasione il Governatore della Campania attaccava Di Maio, Di Battista e Fico e li accusava di ipocrisia, concludendo con un colorito: “Che vi possano ammazzare tutti quanti”. Luigi Di Maio dice di non aver mai ricevuto per quella frase delle scuse da parte del Pd.

In un post pubblicato ieri su Facebook Luigi Di Maio , candidato Premier del M5s ha tuonato:

“Il presidente Pd della Campania Vincenzo De Luca, […] invita ad ammazzarmi. Letteralmente,” che vi possano ammazzare tutti quanti”: me e i miei fratelli Alessandro Di Battista e Roberto Fico. Mia madre mi chiese cosa avessi fatto a De Luca per scatenare una reazione sconsiderata come questa che magari avrebbe potuto scatenare qualche pazzoide. La tranquillizzai e le dissi di lasciar perdere.Questo accadeva un anno fa. De Luca non ha mai chiesto scusa. Nessuno del Pd si è indignato ammettendo l’errore. Nessun giornale lo ha sbattuto in prima pagina. Nessun tg ne ha parlato. Quando si sbaglia, ammettere l’errore e chiedere scusa è doveroso. Quando è capitato noi lo abbiamo fatto.Al Pd questo non si usa. O forse non pensano che sia una frase orrenda e che merita di essere ritirata. Forse pensano davvero quello che ha detto De Luca.Aspetto da un anno le scuse di De Luca, del segretario nazionale del Pd e dei capigruppo del Pd alla Camera e al Senato. Torno a chiederle oggi visto che in questi giorni sono diventati finalmente molto sensibili a questo tema come è giusto che sia.O chiedono scusa come è stato fatto nei loro confronti oppure si dimostrano degli ipocriti belli e buoni”. 

Non si è fatta attendere la risposta di Vincenzo De Luca che, sulla sua pagina Facebook, ha scritto:

“Dunque, esiste. Dovrò prendere atto che in spregio a ogni legge della scienza Luigino Di Maio esiste. Lo avevamo lasciato steward inefficiente allo stadio, carpentiere mancato, webmaster incapace di leggere le mail.
Lo avevamo ritrovato sterminatore di congiuntivi, spregiatore di storia e geografia. Lo avevamo intravisto insignificante protagonista delle “pippàrie” Cinquestelle (senza offesa!). Da allora non avevo più segnali della sua esistenza. Oggi vengo smentito dalla Rete. Esiste.Ci informa con una sua dichiarazione mattutina di essere rimasto impressionato, turbato, spaventato a morte da una mia battuta: “Te possano…”. Solo un soggetto del genere, per nascondere la violenza reale di atti di squadrismo di cui sono responsabili tanti esponenti dei Cinquestelle (a cominciare dalla Regione Campania dove hanno aggredito fisicamente la Presidente del Consiglio Regionale), può scambiare una banale e ironica espressione popolaresca pronunciata da tutti i cittadini romani almeno venti volte al giorno con un progetto di attentato politico. Invece di aspettare le scuse non si sa per che cosa, Di Maio aspetti con più urgenza l’arrivo di un insegnante di sostegno. E intanto gli rinnovo il mio invito a un dibattito pubblico, dove e quando vuole, sui temi che ritiene, a cominciare da quello del linguaggio nella politica, per una operazione verità. Avremo così modo di spiegare quanta violenza vera, quanta aggressività e quante offese hanno prodotto in questi anni i Cinquestelle nei confronti di tutti i loro interlocutori.
Avremo altresì l’occasione di farci spiegare quale emozione si prova, dopo aver saltato nelle piazze, ed essendo senza arte né parte, a mettersi in tasca ogni mese 13.500 euro netti, e a certificare per due anni spese per 200.000 euro a carico dei contribuenti. In ogni caso, per rianimarlo dallo scoramento che ha provato, sarà mia cura offrirgli un viaggio premio alle assolate “spiagge di Las Vegas”, che a lui, noto geografo, saranno familiari”.