PD, è scontro interno:”Renzi è un imperatore con i suoi feudatari”

Nonostante la tranquillità ostentata oggi dal reggente Martina, il PD è in tumulto. Oramai è chiaro ai più che vi sia una cordata di fedelissimi di Renzi. Cordata che pare non andare giù ad alcuni. Tra questi, vi è uno dei fondatori del PD, Goffredo Bettini, che stamattina, in un’intervista al Fatto Quotidiano, rivolgendosi a Renzi ha dichiarato:

“Vuole fare Macron, non ne farei un dramma. Ognuno per la sua strada. Poi al governo ci si potrebbero pure alleare, sempre meglio che con Forza Italia! Il partito nella forma attuale va azzerato”.

Dichiarazioni che non sono andate giù all’ala renziana, soprattutto a Davide Faraone che ha dichiarato:

“Goffredo Bettini in versione telepass, che decide chi può passare e stare nel Pd e chi no, è veramente surreale. Non augurerei a nessuno di andare via dal Pd, meno che mai a Matteo Renzi che il Pd lo ha per fortuna, profondamente rinnovato”.

Poi ha rincarato ancora di più la dose:

“Il Pd che ha in mente Bettini quello vecchio e dei caminetti, ce lo siamo lasciati alle spalle e lavoreremo affinché non torni mai più. Semmai bisogna insistere nella direzione del cambiamento. Nemmeno se Bettini avesse vinto le primarie del Pd per due volte, come accaduto a Matteo Renzi, potrebbe cacciare qualcuno dal nostro partito, che rimane un Partito democratico”

A difesa di Bettini è intervenuto Daniele Viotti, della minoranza dem:

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“Come si alza una voce critica nel PD, non importa l’autorevolezza e la storia che rappresenta, immediatamente le seconde file della maggioranza sentono il dovere di accorrere e fare gli incendiari. Questo dimostra quanto sia vero proprio quel che ha detto il collega Bettini questa mattina nell’intervista a Il Fatto Quotidiano: questo partito è fatto in larga parte di un imperatore e dei suoi feudatari sul territorio”.

Poi Viotti sottolinea lo spessore dello stesso Bettini, lanciando un attacco (neanche tanto velato) proprio nei confronti di chi, come Faraone, lo ha attaccato:

“Goffredo Bettini è stato uno dei fondatori del PD e, da coordinatore della segreteria nazionale, portò il partito al 33%, il miglior risultato di sempre per le elezioni politiche. Mi sfuggono, invece, i meriti di Faraone e Nobili, se non la capacità di farsi candidare sempre in listini blindati”.

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