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Il segreto del clan Amato: Un chimico per raffinare la coca

Droga, un business da milioni e milioni di euro che,  dalla fine della stagione dei Di Lauro di Secondigliano, durante la quale le vele di Scampia divennero il più grande supermarket della droga di tutta Europa, è gestito completamente dai clan della provincia di Napoli.

Nello scenario criminale partenopeo, stando a quanto dichiarato da Giovanni Piana nel febbraio 2008, spicca la figura di Raffaele Amato, trafficante internazionale   descritto anche come fornitore delle sostanze da lui stesso trattate  in maniera privilegiata, attività questa che avrebbe svolto per conto del clan Di Lauro durante il regno di Curuzzo ‘o Milionario e in proprio dalla caduta di quest’ultimo.

Voglio precisare che quando io mi recavo in Spagna per acquistare quantitativi di stupefacenti, mi recavo in una località dove noi Abbinante eravamo soliti appoggiarci che si chiama Sahater e si trova a Nord della Spagna un po’ prima della città di Barcellona. Quando io mi trovavo a Sahater , dove venivano i trafficanti marocchini a contrattare e a portarci la merce, mi dissero che poco distante c’era un altro gruppo di napoletani, per la precisione a Col de Fez e che tra questi vi era un certo O Lello che trafficava cocaina. Io capii che si trattava di Raffaele Amato però non l’ho mai incontrato in Spagna. In Italia, precisamente a Mugnano di Napoli, l’ho visto in una sola occasione. Abete, Marino ci dicevano che Amato svolgeva effettivamente questa attività indicandomi genericamente la zona di Barcellona. Loro mi spiegarono che O Lello aveva un contatto diretto con più di un trafficante colombiano il quale si incaricava di portare la droga non raffinata prima in Africa e poi dall’Africa arrivava in Spagna. Mi pare che mi dissero che dall’Africa la droga sbarcava sulle coste di Tenerife e poi, sempre via mare, arrivava a Barcellona. La droga una volta arrivata a Barcellona, veniva messa in un deposito e raffinata da un chimico cioè da un tecnico laureato che rendeva la cocaina più utilizzabile al dettaglio. Raffaele Amato aveva trovato questo canale diretto con il Sud America e poi provvedeva direttamente al taglio della sostanza era per abbattere i costi di intermediazione. Infatti lui praticava dei prezzi molto più competitivi sui mercati internazionali e nazionali rispetto ad altri. La droga ce la faceva recapitare direttamente a Napoli e ce la vendeva a 16.000 euro al kg. Gli altri la vendevano a 27-28mila euro al kg e non la consegnavano a Napoli.

Dopo la faida di Secondigliano, Amato avrebbe consentito a tutti i gruppi di Secondigliano di comprare la propria merce a prezzi vantaggiosissimi. Questo servizio, prima di lui era fornito dal clan Di Lauro.

I quantitativi di droga –aggiunge Piana– dalla Spagna vengono trasportati a Napoli da gente fidata. Noi per prendere la nostra merce veniamo avvertiti da una persona di Amato e senza preavviso la seguiamo con una macchina predisposta all’occultamento della merce.
La piazza di zio Paolo prende 100 kg e anche quelle di Notturn e Prestieri; 50-60 kg a Bastone, Abbinante; 40 kg ai nipoti di Pariante; 500 kg ai Lo Russo. Ai Licciardi non veniva venduta e neanche ai Contini. Anche Torino della Sanità prendeva la droga da Amato.  
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