Si ferma lo show, se ne vanno sempre i migliori

 Napoli Roma 2 - 4

Avrei voluto celebrare un altro lutto, un lutto cittadino (qui a Napoli), sicuramente meno grave di quello reale vissuto oggi nel mondo del calcio e non solo. Ci ha lasciato Davide Astori, capitano della Fiorentina e centrale anche della Nazionale italiana.

Ho ascoltato, incredulo, un po’ di radio e tv e ho trovato conferma nella frase apparentemente fatta che mi sta pian piano allontanando dalla religione: se ne vanno sempre i migliori, chissà perché. Se si spaccasse il cuore, che so, di un pedofilo abituale e recidivo, al di là delle ipocrisie di facciata, non ne faremmo un dramma. E invece no, la sorte farabutta si prende le persone speciali. Avrei voluto parlare di differenza tra cultura della sconfitta e cultura degli sconfitti (e dei perdenti). Sì alla prima, assolutamente da combattere l’altra. Ma non mi sembra il caso. Si è fermato tutto, mi fermo anche io, ultimo dei fessi che pubblica i suoi deliri calcistici, peraltro  a nessun titolo.

Davide era calciatore serio e perbene, senza tatuaggi né orecchini. Luoghi comuni? Diciamo… coincidenze, anche col fato dei migliori. Era anche riuscito a giocare con la sua squadra del cuore, per l’appunto la Fiorentina. Insomma, era quello che vorresti fosse l’idolo di tuo figlio  e dei suoi compagni di squadra. La terra gli sarà senz’altro lieve. Sempre forza Napoli, sempre forza Davide Astori.

Giuseppe Pedersoli

 

 

 

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