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Sondaggio Demopolis: il M5s con Di Maio sfiora il 30%

L’ennesimo sondaggio elettorale conferma il M5s come primo partito in Italia. Se si votasse oggi, la vittoria nessuno gliela toglierebbe. Ciò che potrebbe accadere un attimo dopo il voto è invece meno chiaro…

I sondaggi però parlano chiaro: il Movimento Cinque Stelle si conferma primo partito in Italia e, se si votasse oggi, la vittoria nessuno gliela toglierebbe! Questi i dati relativi all’analisi realizzata dal Barometro Politico per l’Istituto Demopolis: 29% per il M5s, a 5 punti di distanza il Pd col 24%. Forza Italia al 15,3% ed il 14% per la Lega. Liberi e Uguali si attesta al 7%; Fratelli d’Italia al 5%. Sotto la soglia del 2% resterebbero le altre liste minori.

L’indagine, condotta su un campione stratificato di mille intervistati per un lasso di tempo che va dal sei all’otto gennaio 2018, attesta l’indubbio avanzamento del Movimento ed, al contempo, la discesa inarrestabile del Pd, passato dal 32% del novembre 2016 al 24% di oggi.

Il 4 marzo è ormai vicino ed il fermento pre-elettorale aumenta di giorno in giorno, di sondaggio in sondaggio. Ed il futuro governo, grazie soprattutto alla nuova legge elettorale, potrebbe essere tale da trovare la sua forza, il suo terreno fertile nelle coalizioni.

Quella di centrodestra sogna in grande, puntando a raggiungere la quota del 40%. Quella del centrosinistra (Pd e gli alleati minori), invece, si attesta ai livelli minimi. In ogni caso, ad oggi, nessuna raggiunge la maggioranza assoluta di 316 seggi.

Ad oggi, quel che è certo, è che il M5s sfiora il 30%. Dunque, pare che le parole del candidato premier Cinque Stelle Luigi Di Maio, intervistato a Porta a Porta, abbiano sortito l’effetto sperato. La sterzata “europeista” sembrerebbe essere stata un’ottima giocata per i pentestellati.

«Non credo che per l’Italia sia più il momento di uscire dall’euro.»

Secondo Di Maio, per l’Italia ci sarà più spazio visto che, a detta sua, l’asse franco-tedesco non sarebbe più così forte come prima. Per il capo politico del M5s:

«Il referendum sull’euro è una extrema ratio, che spero di non dover usare».