Stupro Circumvesuviana, i Giudici non danno della bugiarda alla ragazza: Ecco perchè

Stupro in Circumvesuviana: i giudici non dicono che la ragazza avrebbe mentito, ma che ci sono troppo incongruenze. Ecco come stanno i fatti.

La decisione del tribunale del Riesame di Napoli, ha fatto molto discutere: tutti e tre gli indagati per il presunto stupro alla stazione di San Giorgio a Cremano, sono stati scarcerati e da alcune indiscrezioni trapelate, pare che la ragazza potrebbe aver mentito circa la violenza. Troppe sono le cose che non tornano e troppi gli elementi contrastanti. Ma, i giudici non danno della bugiarda alla ragazza.

Leggendo il provvedimento per intero, i giudici non affermano che la ragazza abbia mentito ma spiegano che nel valutare il suo racconto devono essere messe maggiormente in evidenza le sue condizioni psichiche, evidenziate da una cartella sanitaria che parla di disturbi ossessivi. Quindi, tutto il suo racconto va letto alla luce di questi disturbi. Considerando anche, però, che non è detto che i ragazzi accusati si siano resi conto della situazione.

Sull’inattendibilità della ragazza, i giudici scrivono che il punto non è la volontà di dire il falso:

“Deve essere chiarito che le manifestate perplessità sulla soggettiva attendibilità della dichiarante non comportano di per sé un sequenziale giudizio di non veridicità delle sue dichiarazioni. Non si può escludere che le condizioni della ragazza non abbiano avuto influenza sulla genuinità del racconto.”

Il tribunale si deve occupare della:

“credibilità oggettiva che deve possedere la narrazione di un fatto”.

E cioè se ci siano elementi indiziari sufficienti per tenere gli accusati in carcere.

Le contraddizioni che i magistrati di Napoli evidenziano nel racconto della giovane sono molteplici: l’antefatto, ovvero un incontro precedente in cui già sarebbero state avanzate delle molestie nei confronti della giovane;
i video che mostrano la ragazza  «entrare spontaneamente» in ascensore – dove poi sarebbe avvenuta la violenza sessuale di gruppo – e rimanere all’interno di essa per almeno i primi venti secondi senza che accada nulla. All’uscita dall’ascensore, sempre i video mostrano l’intero gruppo tranquillo:

“Escono insieme dall’ascensore e si incamminano ancora insieme verso il sovrappasso, finché uno dei giovani rivolge un segno di saluto alla [ragazza] che si allontana con calma verso i binari dei treni”,

mentre i tre restano in stazione a chiacchierare,

“senza preoccuparsi di allontanarsi dalla scena”.

Tutto il video, dunque, sarebbe :

“in contrasto con una violenza di gruppo”;

non ci sarebbe neppure il cosiddetto “​​​​freezing”, cioè la reazione ad un trauma che rende praticamente impossibile muoversi; il referto, nella parte di valutazione dello stato di salute dopo la denuncia, esclude la presenza di ecchimosi o escoriazioni sul corpo della giovane.

Le parole più dure nella sentenza di Riesame sono riservate ai medici che hanno soccorso la giovane e ai terapeuti che l’hanno avuta in cura. Il referto consegnato ai giudici, dicono, è «inattendibile»:

“Il non aver considerato e valutato la cartella clinica e gli altri documenti conosciuti dal tribunale rende parziale il giudizio espresso e impedisce al collegio di farvi affidamento. Il referto appare privo di validità scientifica.”

Il referto non tiene conto delle:

“informazioni date dallo psicologo che l’ha in cura”,

né del medico del Centro di Salute Mentale che pure la segue da anni e ha riferito che :

“è affetta da un disturbo del comportamento alimentare associato ad un grave disturbo della personalità di tipo ossessivo e assume farmaci antidepressivi, ansiolitici e neurolettici”

che però, secondo il medico :

“non influenzano le sue capacità intellettive, superiori alla norma”.

Il quadro clinico, dicono i giudici, andava valutato con maggiore attenzione, tenendo conto che:

“lo stato di ansia post reattivo è una sintomatologia plurima, non indicatore tipico dell’abuso di natura sessuale”.

Se la ragazza sia stata davvero cosciente di tutto, dovrà essere valutato e  questo servirà, soprattutto,  per valutare la colpevolezza dei tre accusati di violenza in quanto. Pare che i sintomi di tale patologia non sono fruibili da chi con la ragazza abbia sporadici contatti. Inoltre,  la sua eventuale disponibilità sessuale, potrebbe non essere frutto di libera e personale scelta.