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Teverola – Chiedeva il pizzo vantandosi di appartenere al clan. Condannato

Accusa aggravata di estorsione per un residente di Teverola, indagato dal 2011 per il reato. Finalmente la sentenza di condanna alla reclusione.

 

E’ accaduto a Teverola. L’uomo, già indagato per lo stesso reato, è stato arrestato con l’accusa di estorsione e l’aggravante del metodo mafioso.

Ecco i fatti. Il sospettato, un uomo residente a Teverola, cl. 1975, nel 2011 fu accusato di estorsione aggravata. Seguì, subito, una prima ordinanza di custodia cautelare in carcere. Oggi, arriva la conclusione del processo e la sentenza definitiva.

La vicenda. Tramite un imprenditore della zona di Frosinone, con la collaborazione di altri, l’uomo avrebbe tentato di estorcere denaro a commercianti del basso Lazio. Ad una tale condotta di reato, fu dato un primo freno con l’arresto (nel 2011). L’uomo, sottoposto ad indagini, ottenne (nel 2014) una sostituzione della prima misura cautelare applicatagli con quella dei domiciliari. A deciderlo, il giudice delle indagini preliminari al termine dell’interrogatorio di garanzia.

Il giudizio, proseguito a suo carico, si è recentemente concluso (nel 2017) con una condanna definitiva alla reclusione. All’imputato è addebitato il reato di estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso, benché non vi sia certezza della sua vicinanza ad organizzazioni di stampo mafioso. Avrebbe, infatti, solamente fatto improprio riferimento alla criminalità organizzata, onde ottenere il pagamento del c.d. “pizzo“. La pena irrogatagli prevede la reclusione in carcere per una durata di 4 anni e 6 mesi.

E’ stato, quindi, emesso un ordine di carcerazione dal Tribunale di Napoli. A darvi esecuzione sono stati i Carabinieri della stazione di Teverola, i quali hanno raggiunto l’uomo in casa trasferendolo, poi, presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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