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Un giorno da perito (Caso Cucchi)

Dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Francesco Introna sa bene cosa significa. Firma la perizia, tira su il bavero ed esce dall’ufficio. Torna a piedi, deve smaltire. Tempo perso. Davanti agli occhi scorrono più volte quelle duecento pagine, rapidamente, fatta eccezione per qualche passaggio.

-In fondo è stato scritto da ben otto mani e qualche contraddizione può anche venir fuori. Eppure le medicine le aveva prese…Cucchi.-
-Buonasera dottore!-
-Buonasera!…(dottore? Tutti mi chiamano professore, mi ero disabituato…)-

Pensava che in un caso così importante, dare un’indicazione netta avrebbe potuto dare adito ad un eccesso di superficialità, nel migliore dei casi. Certo sarebbe stato disdicevole, come dire, schierarsi…dalla parte sbagliata.
Alcuni dati parlano chiaro, però. La frattura S4 e la conseguente lesione midollare hanno interrotto l’innervazione parasimpatica assicurante la contrazione detrusoriale. Sopraggiunta la ritenzione urinaria viene posizionato il catetere, non monitorato adeguatamente nel tempo. Presto la vescica si distende fino a determinare riflessi vagali, da cui le bradiaritmie. Il deficit perfusionale ed emodinamico, associati al grave quadro metabolico ed idroelettrolitico, degenerano sino all’arresto.
…Forse parlano fin troppo!
Giocarsi la carta dell’epilessia era una strada percorribile sin dall’inizio e andava percorsa. Così si è scritto che “non è verosimile che abbia assunto una terapia antiepilettica“. Ipotizzabile è, infatti, una morte “non documentabile, priva di riscontri oggettivi” per un “evento improvviso e imprevedibile, scevro di qualsivoglia rapporto causale o concausale con le lesioni comunque riportate dal Signor Stefano Cucchi dopo il 15.09.2009”.
Malcelata verità quella che trapela dalla perizia di Introna, che ha l’arguzia di non esporsi oltre.
Dà qualche speranza ad Ilaria, la sorella di Stefano, che crede nel processo per omicidio preterintenzionale, e allo stesso tempo rincuora chi già calcola solo la prescrizione di un reato grave.
Nel frattempo Introna è arrivato alla porta di casa, che cerca le chiavi.
Apre, fa un passo. Si ferma.