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Era un lunedì come questo di 50 anni fa. Il 9 ottobre 1967 moriva Ernesto “Che”Guevara.

Aveva 39 anni era stato medico, scrittore, guerrigliero, marxista e tante altre cose, dopo 50 anni la storia non riesce a scalfire il suo mito.

Ernesto Guevara è morto tra le cinque e mezzo e le sei del mattino di lunedì 9 ottobre 1967. Era un lunedì come questo di 50 anni fa. Guevara era stato catturato l’8 ottobre dopo che aveva trascorso varie settimane sfuggendo a dei reparti speciali della milizia boliviana. Le sue ultime annotazioni sul diario risalgono alla notte del 7 ottobre 1967: “Ci siamo fermati intorno alle due del mattino, era inutile proseguire”. A La Higera l’ultimo scontro a fuoco. Il ferimento. Poi la cattura. E infine la lunga agonia senza un sedativo o un’iniezione che potesse calmargli il dolore fino al mattino quando il sergente Mario Terán Salazar gli spara una raffica di mitra. «Lei è venuto a uccidermi. Stia tranquillo, lei sta per uccidere un uomo» furono le sue ultime parole. Susana Osinaga, una delle infermiere che presero in consegna il corpo di Guevara all’ospedale di Vallegrande disse: gli occhi del “Che”, erano bianchi e spalancati, sembrava che mi guardasse dritto nel cuore. Pareva Gesù Cristo! Ernesto Guevara aveva 39 anni era stato medico, scrittore, guerrigliero, marxista e tante altre cose, dopo 50 anni la storia non riesce a scalfire il suo mito. “È stato visto come un Cristo che fosse sceso dalla croce per crocifiggere l’umanità, – scrive Josè Saramago –  come un essere dotato di poteri assoluti che fu in grado di estrarre acqua da una pietra per estinguere tutta la sete, e di trasformare questa stessa acqua nel vino con cui sarebbe brindato allo splendore della vita. E tutto questo era sicuro perché il ritratto di Che Guevara fu, agli occhi di milioni di persone, il ritratto della dignità suprema dell’essere umano”.

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