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ROMA, 19 marzo 2026 — Nel 2025 in Italia gli incidenti informatici gravi sono aumentati del 42% rispetto al 2024, con 507 casi registrati su un totale di 1.432 eventi noti nel periodo 2021-2025: è quanto emerso oggi alla conferenza nazionale “AI & Cybersecurity in Sanità: orizzonti strategici e impatti verticali”, ospitata nella Sala Koch di Palazzo Madama e promossa da Confassociazioni Digital con SIIAM e Confassociazioni.

I dati presentati al convegno indicano che il 2025 concentra circa il 35% degli incidenti censiti nel quinquennio. Dopo i 310 episodi del 2023 e i 357 del 2024, l’impennata dell’ultimo anno si avvicina alla dinamica globale, dove l’accelerazione 2024-2025 supera il 48,7%. Nel confronto internazionale l’Italia pesa per il 9,6% degli incidenti cyber rispetto al resto del mondo e cresce anche la gravità media degli attacchi: la “Severity” aumenta, con danni medi alle vittime stimati in rialzo del 9% rispetto al 2024.

Tra i comparti più esposti, la sanità si conferma un obiettivo sensibile: nel 2025 l’Healthcare rappresenta il 10,6% delle vittime e registra un aumento degli incidenti del 19% su base annua. Nel quadro settoriale rientrano anche Gov/Mil/LE, pari al 12,2% delle vittime con crescita del 37%, mentre il Manufacturing segna nel mondo un incremento del 79% dopo la flessione del 2024.

Nel dibattito è stato sottolineato anche l’impatto dell’Intelligenza artificiale nella trasformazione del sistema sanitario: secondo una survey nazionale richiamata durante i lavori, il 77% dei professionisti sanitari dichiara di usare strumenti di AI nella pratica clinica quotidiana e tra il 76% e l’83% degli intervistati ritiene che l’AI cambierà in modo radicale il proprio lavoro nei prossimi cinque anni. Le applicazioni più citate riguardano piani terapeutici personalizzati, gestione dei farmaci e analisi avanzata dei dati dei pazienti, ma restano ostacoli come complessità d’uso, carenza di competenze digitali e difficoltà di integrazione con i sistemi esistenti. Per Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, la GenAI è una leva per modernizzare il servizio sanitario, ma richiede “regole chiare, investimenti mirati e una visione strategica condivisa”, mentre Andrea Violetti, presidente di Confassociazioni Digital, ha richiamato la necessità di affiancare a innovazione e AI un presidio su sicurezza, formazione ed elementi etici, per un sistema più efficiente e centrato sul paziente.