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Lo scandalo che coinvolge l’ex militare spagnolo David Morales e il fondatore di WikiLeaks Julian Assange rappresenta uno dei capitoli più controversi della lunga vicenda giudiziaria e politica legata al caso WikiLeaks. Secondo diverse indagini giudiziarie e giornalistiche, Morales avrebbe guidato una complessa operazione di sorveglianza contro Assange mentre quest’ultimo viveva sotto asilo nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.

Le accuse parlano di spionaggio sistematico, registrazioni segrete e passaggio di informazioni alla CIA, elementi che hanno aperto procedimenti giudiziari in Spagna e generato nuove polemiche sulla legittimità delle operazioni di intelligence contro il fondatore della piattaforma di whistleblowing.

Chi è David Morales

David Morales è un ex militare spagnolo e imprenditore nel settore della sicurezza privata. Dopo la carriera nelle forze armate, ha fondato la società UC Global S.L., specializzata in servizi di sicurezza per aziende e istituzioni.

Proprio questa società ottenne l’incarico di gestire la sicurezza dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove Assange viveva dal 2012 dopo aver ottenuto asilo politico. In teoria il compito della società era quello di garantire la sicurezza della sede diplomatica e del suo ospite più noto. In realtà, secondo le indagini, la missione sarebbe presto degenerata in un’operazione di intelligence parallela.  

Lo spionaggio nell’ambasciata dell’Ecuador

Secondo le ricostruzioni emerse negli atti giudiziari e nelle testimonianze di ex dipendenti della società, tra il 2016 e il 2019 Assange fu oggetto di una sorveglianza capillare mentre viveva nella sede diplomatica.

Il sistema di monitoraggio comprendeva:

  • telecamere di sicurezza potenziate con registrazione audio
  • microfoni nascosti in oggetti e decorazioni
  • raccolta di dati sui visitatori, compresi avvocati e giornalisti
  • copia dei contenuti di telefoni, tablet e laptop lasciati all’ingresso

In alcuni casi, le conversazioni tra Assange e i suoi legali sarebbero state registrate, sollevando gravi dubbi sulla violazione del segreto professionale tra avvocato e cliente.  

Secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori spagnoli, il materiale raccolto veniva poi condiviso con contatti statunitensi, presumibilmente collegati alla Central Intelligence Agency.

Il presunto collegamento con la CIA

Uno degli aspetti più controversi del caso riguarda proprio il rapporto tra Morales e i servizi segreti americani.

Secondo diverse indagini giornalistiche, il cambio di atteggiamento dell’azienda di sicurezza sarebbe avvenuto dopo un viaggio negli Stati Uniti e contatti stabiliti nel settore della sicurezza privata collegato a figure vicine all’amministrazione americana dell’epoca.  

Da quel momento:

  • le attività di sorveglianza sarebbero state intensificate
  • i dati raccolti sarebbero stati trasmessi in tempo reale a un cliente statunitense
  • l’operazione avrebbe incluso monitoraggio dei visitatori e dei dispositivi elettronici

Documenti e testimonianze sostengono che Morales parlasse internamente di essere passato a “giocare nella grande lega”, frase interpretata come riferimento alla collaborazione con l’intelligence statunitense.  

L’inchiesta giudiziaria in Spagna

Nel 2019 le rivelazioni sulla sorveglianza portarono all’apertura di un’inchiesta da parte dell’Audiencia Nacional, il principale tribunale spagnolo per i reati più gravi.

Morales è stato arrestato e successivamente incriminato con diverse accuse, tra cui:

  • violazione della privacy
  • rivelazione di segreti
  • corruzione
  • falsità documentale
  • possesso illegale di armi

La procura ha chiesto oltre 13 anni di carcere, mentre gli avvocati di Assange hanno proposto pene fino a 20 anni di reclusione.  

Parallelamente, nuove indagini hanno ipotizzato anche falsificazione di prove e documenti presentati da Morales per difendersi nel procedimento principale.  

Prove scomparse e misteri nell’indagine

Il caso è diventato ancora più controverso quando alcune prove digitali legate a Morales sono risultate manomesse o cancellate.

Un rapporto peritale ha segnalato la scomparsa di oltre 17.000 email da un disco rigido contenente i dati sequestrati durante l’indagine. Gli esperti hanno rilevato modifiche successive al sequestro del materiale, sollevando sospetti sulla gestione delle prove.  

Questo episodio ha alimentato polemiche sulla trasparenza dell’inchiesta e sulle pressioni politiche legate al caso Assange.

Le implicazioni politiche e legali

Lo scandalo dello spionaggio ha avuto ripercussioni internazionali perché tocca diversi temi sensibili:

  • la libertà di stampa e il ruolo di WikiLeaks
  • i limiti delle operazioni di intelligence contro giornalisti o whistleblower
  • la violazione del segreto tra avvocato e cliente
  • il coinvolgimento di società di sicurezza private in operazioni di spionaggio

Inoltre, le accuse di sorveglianza illegale hanno alimentato le difese legali di Assange nei procedimenti di estradizione e nelle cause civili negli Stati Uniti.

Un caso destinato a fare scuola

La vicenda di David Morales mostra come il caso Assange non sia solo una questione giudiziaria legata ai documenti pubblicati da WikiLeaks, ma anche un esempio emblematico delle nuove forme di sorveglianza globale.

Tra intelligence, sicurezza privata e diplomazia internazionale, lo scandalo dimostra quanto i confini tra sicurezza nazionale, privacy e libertà d’informazione siano sempre più complessi e controversi.